Goodbye Facebook

La sospensione a sorpresa del mio account Facebook mi ha provocato un dolore molto superiore a quello che mi sarei immaginata. Facendomi riflettere su quanto la nostra vita virtuale sia appesa a un filo. E reagire, a mia volta, in modo irrevocabile.

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Domenica sera ho avuto un’amara sorpresa quando ho provato a collegarmi, prima di dormire, con il mio account Facebook. “Your account has been disabled”, diceva la pagina, rinviando alle faq per le spiegazioni. Andando sulle faq, però, non si scopriva molto di più: ti dicevano che l’account poteva essere stato disabilitato senza preavviso per una serie di ragioni, senza dire quale fosse il tuo caso. E quando ho provato a scrivere per avere notizie, convinta che si trattasse di un errore, il messaggio che ho ricevuto in risposta è stato una laconica circolare e, inizialmente, piena di condizionali. Il mio account potrebbe essere stato sospeso per aver creato o caricato contenuti pornografici, sessualmente suggestivi, o che contengono nudità… per aver molestato altre persone con un linguaggio sessualmente esplicito… o per aver spedito richieste di amicizia non desiderate, o messaggi privati a persone che non conoscevo.

Non credo di aver fatto mai nulla di tutto questo, a meno di non considerare “sessualmente suggestive” alcune immagini di avatar in versione bondage – peraltro, mi sembra, molto tranquille – ma i signori di Facebook non specificano. Ma dal condizionale passano a un ferreo indicativo per la seconda parte della mail:

You will no longer be able to use Facebook. This decision is final and cannot be appealed.

Please note that for technical and security reasons, we will not provide you with any further details about this decision.

Thanks,

Laura

User Operations

Facebook

La cosa, lì per lì, mi ha dato fastidio ma fino a un certo punto. Posso fare a meno di Facebook, ho pensato: la mia vera vita è su Second Life e quello che non posso esprimere lì lo scrivo su questo blog. Anzi, a pensarci bene, l’attività su Facebook aveva fatto sì che sfogassi lì gran parte delle mie pulsioni comunicative. Basta vedere quanti post scrivevo prima di aprire l’account e quanti ne ho scritti dopo. Facebook ti spinge a frantumare le cose che devi dire in tantissime piccole frasi, una foto qui, un link là. Ci sono cose, forse, che in un blog non diresti perché sono troppo piccole, ma ce ne sono anche tante che, una volta messe su Facebook, nel blog non le metti più. Ed ecco che scrivi un post in meno. Non sto dicendo che sia di per sè un bene nè che sia di per sè un male, ma non posso fare a meno di pensare che un post qui sul blog abbia, in genere, una forma, un senso e anche una sua durevolezza nel tempo che qualche status su Facebook difficilmente può avere. Non lo dico perché mi illudo di fare della letteratura ma perché, molto banalmente, vedo come va il traffico su queste pagine e so che anche i post più vecchi continuano ancora oggi a ricevere visite.

Immagine 3.pngInsomma, mi sono detta “pazienza” e non ci ho pensato più. Ma poi, il giorno dopo, mi sono sorpresa più volte, durante la giornata, ad aprire il browser senza pensarci e a cercare di visitare la mia bacheca e quella delle persone a cui voglio bene. E ogni volta, di nuovo, trovavo quella porta che mi era stata chiusa, irrevocabilmente, in faccia. Anzi, nemmeno in faccia: perché al posto del mio viso, l’account riporta adesso l’avatar vuoto. Ed è la cosa peggiore: sono diventata un volto bianco. Sono un bane che, a differenza di quelli di Eudeamon, non ha nemmeno più il diritto ad aggirarsi muto fra i cittadini liberi.

E mi sono tornati in mente due episodi più o meno recenti. La cancellazione dell’account di Andromeda su Second Life, prima di tutto. Per Andro è stata una mazzata che per poco non l’ha convinta ad abbandonare il metaverso, nonostante avesse diversi alt già pronti a prendere il posto di quello che era stato giustiziato. E poi un incidente che risale ormai a parecchi mesi fa, quando Ewyn Raymaker scoprì di non riuscire più a collegarsi a Second Life perché il suo account si era come incantato – facendo sì che lei risultasse sempre online, ma muta e immobile, per tutti gli altri, ma che dal suo client risultasse chiusa fuori. Ricordo che Ewyn mi aveva scritto, allora, di aver pianto dalla rabbia e di avere, anche lei, deciso che se non si fosse sbloccata la situazione avrebbe abbandonato Second Life. Immagino che fosse perché anche lei, come me, si identifica in modo totale con la sua identità virtuale. E quando si muore, quale che sia il motivo, si muore e basta.

Le nostre vite reali, lo sappiamo, sono sempre e comunque appese a un filo. L’elemento nuovo della nostra vita virtuale è che, sempre più spesso, questo filo è alla mercé delle forbici di Parche molto più umane di Atropo ma altrettanto tetragone alla comunicazione. Sia Facebook che Second Life (ma, se è per questo, anche Google) sono sistemi proprietari e chiusi, a cui accediamo solo fino a quando chi ne ha le chiavi non decide di buttarci fuori per qualsiasi motivo, fondato o meno che sia. Noi siamo abituati a considerarli casa nostra, e ci mettiamo tanto di nostro, ma quando la porta viene chiusa non abbiamo modo di recuperare niente. Nei server ora inaccessibili del mio account Facebook io lascio centinaia di fotografie, solo parte delle quali ho messo su questo blog. Centinaia di momenti cristallizzati in un’istantanea che, ogni tanto, mi capitava di andarmi a rivedere e che ora sono per sempre perduti. Senza appello perché, come spiegava bene una puntata di Report che l’amica Francesca Allen mi ha segnalato ieri, non è che Facebook fornisca a noi un servizio gratuito: siamo noi, semmai, il prodotto che loro forniscono ai loro clienti, che sono, ovviamente, le aziende che vogliono farsi pubblicità. E il prodotto viene gestito come tale: buttando via quello che si decide essere difettoso.

Nel mio caso, dopo averci pensato bene, credo di essere arrivata a capire il motivo della mia sospensione. L’ultima cosa che ricordo di aver postato sulla mia bacheca è stata un link a un server su cui avevo caricato la puntata di Secret Diary of a Call Girl di cui ho parlato nel mio ultimo post. Senza dubbio una grave sciocchezza da parte mia e un atto di cui mi pentirei anche se non fosse stato questo il motivo scatenante della mia messa al bando. Ma la policy di Facebook è pensata in modo che io non possa averne la certezza. Sono stata sbattuta fuori e basta, senza spiegazioni che mi avrebbero potuta aiutare a capire se e in cosa avessi sbagliato.

E allora ho preso una decisione. Anche se il motivo della mia esclusione non fosse quello, mi comporterò come se lo fosse. Ammetto di aver sbagliato e accetto per questo errore la pena capitale Facebookiana: non rientrerò con nuovi account di posta, non tornerò a girare per le bacheche degli amici, a postare link, a guardare e taggare le foto degli altri. Continuerò ad esistere su Second Life, naturalmente, e continuerò a scrivere su questo blog, ma senza più regalarne i contenuti a Facebook. Scommetto che le persone che mi sono vicine continueranno a esserlo. Forse anche più di prima.

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Ho provveduto a sostituire tutti i link pubblicati al mio profilo FB con questa pagina, tranne qualcuno che punta alla pagina-memoriale che mi sono creata su Seppukoo.com. Se vi diverte visitarla, questo è il link: http://www.seppukoo.com/memorial/Win-Zinnemann/66902541

Ma questo non è un addio: ci rivediamo in-world! 🙂

Goodbye Facebookultima modifica: 2011-04-12T11:23:00+00:00da winthorpe
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11 pensieri su “Goodbye Facebook

  1. Ecco perché la Signora era sparita da fb allora >.< Uffi, brutta storia cmq, probabilmente reagirei allo stesso modo se succedesse a me (non dovrei essere molto a rischio comunque, oltre a pubblicare link stupidi e i miei stati da perennemente incazzata col mondo, non faccio :P) Anzi, forse presenterebbe anche qualche lato positivo, dato che da quando mi sono fatta l'account ho notato un affievolimento della linea che prima teneva ben separate la Reby sl da quella rl... Sia chiaro, adoro la possibilità di tenermi sempre in contatto con le persone che amo pure quando non si è (o non si può essere) in world, ma in un paio di occasioni ammetto di aver "rimpianto" l'idea di estendere la mia seconda vita anche al social network...

  2. Non immagini quante volte ci ho pensato, accedendo a sistemi altrui, alla possibilità di perdere gli accessi!

    Per questo motivo, la mia casella di mail principale è un servizio a pagamento di un dominio a mio nome, se mi fa girare le scatole mi trasferisco presso un altro provider.

    Analogamente, per l’FTP uso uno mio server e non ti nascondo di aver pensato ai tempi di SL di realizzare un server personale (esiste il sw open source per creare un world al quale collegarsi con il client che tutti conosciamo)

    Sto anche aspettando che prenda corpo il progetto Diaspora, per abbandonare FB
    https://joindiaspora.com

    Magari ci si ritrova lì…

  3. Mi dispiace molto per l’account Signora Win, non è una cosa piacevole a chiunque possa capitare e se capita, capita alla persone che comunque hanno sempre avuto rispetto verso le regole, appunto Lei.
    Ma nonostante ciò, facebook o non facebook leggerò sempre il Suo blog, perché mi colpisce ogni volta che lo leggo, essì ci vedremo anche in Second Life che è ancora meglio.
    Non smettete mai di scrivere!!! A presto :*

  4. Jeannie, sei generosa ma io, oggettivamente, almeno una regola l’ho violata – quella di pubblicare qualcosa senza averne i diritti. Che sia o meno questo il motivo del banishment, la punizione ci sta tutta. Però grazie a te e agli altri per la stima: anche se questo blog è un diario online, lo scrivo ovviamente perché spero che venga letto e sapere che c’è chi lo frequenta mi riempie sempre di orgoglio.

    New, ho seguito il tuo link e mi sono subito registrata a Diaspora. L’idea è bella: una specie di Facebook che però non ha un’autorità centrale. Immagino che, se sopravvive, possa diventare quello che un tempo erano i newsgroup, un’area non protetta, dove ognuno è quello che riesce a esprimere ma deve anche, all’occorrenza, sapersi difendere da solo perché non c’è la maestra da cui si può andare a protestare. Appena ci sarà un invito disponibile, comincerò ad esplorarlo e se mi convince non è escluso che faccia fare Seppukoo anche al mio account Facebook RL! 😛

    Rebecca, in effetti avere l’account Facebook dell’avatar mescola ancora di più le carte e induce ancora di più in tentazione… forse è anche per questo che, insieme al dispiacere, la sospensione dell’account mi ha fatta sentire anche un po’ liberata… sai quanto tenga a tenere separate SL e RL, per mille motivi detti anche troppe volte. Scrivere questo post mi ha aiutata a superare il momento di crisi, e già ora mi accorgo di quanto il fatto di non avere lo sfogo di FB mi aumenti il desiderio di affacciarmi in-world, anche solo per fare due chiacchiere in chat. A parte il dispiacere di non poter controllare le cose postate dagli amici, quindi, tutto sommato forse questo incidente avrà a lungo termine effetti buoni… fra l’altro, il giorno dopo la sospensione del mio account Facebook, le visite al blog sono letteralmente raddoppiate… sicuramente una coincidenza, ma anche un segno positivo!

  5. Sicuramente molta gente è venuta a vedere qui quando non ha più trovato il suo account fb (io sono una di queste :P), questo spiegherebbe l’aumento improvviso di visite, però uffi >.< era utile beccare l'annuncio su fb dei post nuovi sul blog, così potevo leggerli subito! Vabbè pazienza, tanto sfrutto Neiko per tenermi aggiornata 😛

  6. Sono davvero spiacente,
    mi piacevano le tue incursioni sulla mia bacheca.
    Che peccato, proprio oggi che ho preso il coraggio a due mani e ho installato il client di second life. Spero di riuscire ad incontrarti laggiù, vado ad esplorare, è il mio primo giorno!

  7. Non te la prendere Win, Facebook fa pena … io ci resto perché ci sono gruppi che pubblicano notizie interessanti e per poco altro … fortunatamente non c’è foto che avessi pubblicato prima di aver subito anch’io una disattivazione di account che già non sia su Picasa o sul mio blog, o al sicuro nel mio capientissimo HDD esterno da 2 tera … ovviamente ho adottato una mia ritorsione … ho eliminato dal portale blogz4.me il badge della pagina fan di facebook … considerato che in primis mi rallentava il sito, in secondo luogo finiva per essere più il traffico che portavo io a loro che quello che portavano loro a me, e francamente non se lo meritano per niente.

  8. ciao Win, mi spiace per quello che ti è successo – mi chiedo se tu sapessi dell’altra regola di Facebook che potrebbe aver causato la cancellazione del tuo account, quella che limita l’uso della piattaforma a utenti “reali” con nome e caratteristiche verosimili (in contrapposizione cioè a utenti “avatar”, perdonate le semplificazioni).

    http://danielvoyagerblog.wordpress.com/2010/01/12/facebook-now-removing-sl-fb-accounts/

    Questa regola ha già causato la cancellazione di numerosi account intestati ad avatar di Second Life: tuttavia non viene applicata in maniera sistematica e anzi credo che la maggior parte delle violazioni siano attualmente tollerata. Dico “credo” perché non uso e non ho mai usato Facebook, sebbene cerchi di tenermi informato al riguardo.

    Fammi sapere (meglio se mi contatti via email) se hai bisogno di ulteriori informazioni in proposito – anche se personalmente condivido la tua decisione di lasciar perdere del tutto Facebook, le sue norme intolleranti e la sua invasività.

  9. Grazie ancora a tutti per le parole gentili! Opensource, sapevo di questa abitudine di FB di rimuovere profili non legati a persone fisiche. Dubitavo fosse questo il caso, non solo e non tanto per la quantità di amici-avatar che esistono su FB… non solo e non tanto per la marea di profili (dico profili, non pagine, eh) dedicati ad associazioni di vario tipo… ma perché penso che in quel caso non avrebbe avuto senso una chiusura dell’account così unilaterale e senza appello… mi avessero contattata, avrei potuto fingere di esistere anche nella vita reale, adducendo come prove il fatto che ho firmato la traduzione italiana di Eudeamon, o di aver pubblicato un raccontino (in realtà un post tratto da questo blog) in un altro libro pubblicato (“Antologia del Cyberspazio”). Credo davvero che qualcuno abbia voluto punire lo stupido link che ho pubblicato sul mio profilo per far scaricare illegalmente un vecchio telefilm. Adesso, a qualche settimana dal taglio, mi rendo conto che mi manca molto seguire su FB l’attività di alcune persone – ma che questo rende di nuovo più coinvolgente il tempo (non molto, in realtà, purtroppo) che riesco a passare su Second Life.

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