Al diavolo il RedZone!

Direttamente dalla sala ovale, l’ultima parola sulla guerra fra Red Zone e Greenzone – una guerra che si è conclusa con una vittoria epocale… fino alla prossima volta.

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Lo so che avevo detto che non ci sarei più tornata e che sarei passata ad altro, ma c’è una notizia, già vecchia di qualche giorno, che non posso non dare: il zFire Red Zone non esiste più. Finito. Over. Kaputt. Dopo settimane di discussioni furibonde fra zFire Xue (e i suoi stolidi partigiani) da una parte e una quantità crescente di residenti furiosi dall’altra, la Linden Lab si è decisa a prendere provvedimenti definitivi e radicali. Il negozio di zFire è stato smantellato, il Red Zone è stato dichiarato fuorilegge e lo stesso account dell’arrogante mister Xue, è stato terminato, insieme a tutti i suoi alt.

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Soft Linden mentre rimuove il RedZone dal negozio di zFire

Questo, in breve, è il succo di queste ultime settimane, ma ci sarebbe molto, molto altro da raccontare. Chi legge l’inglese e vuole saperne di più sull’argomento, al di là dei miei resoconti personali, è invitato a dare un’occhiata all’articolo documentatissimo di Avril Korman che ricostruisce l’intera vicenda in modo impeccabile. Per gli altri, ecco qui sotto qualche dettaglio succulento.

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Dimostrazioni davanti al negozio di zFire, prima del raid di Soft Linden

Dunque, una quindicina di giorni fa, mentre da tempo infuriava la battaglia della JIRA VWR-24746 scoppia la bomba del video che potete vedere qui sotto. In esso, zFire, rivolgendosi a un’amica, le rivela un suo piano per tentare di impadronirsi degli account SL degli utilizzatori di Red Zone (vale a dire i suoi stessi clienti!) esaminando le password del loro account Red Zone. Nel caso non infrequente di utenti che usano incautamente la stessa password per account diversi, ci sono infatti buone chance di scippargli l’identità. Guardate.

Vero? Non vero? A me continua a sembrare demenziale che qualcuno che organizza una cosa del genere sia poi così scemo da pubblicare un video per bullarsene con un’amica. Ma zFire si è sempre comportato come uno che si crede invincibile e più furbo di tutti gli altri. Senza andare nei dettagli, comunque, sembra proprio che il video sia autentico e che zFire abbia tentato di farlo sparire appena si è accorto di essere stato scoperto – solo che qualcuno è stato più veloce di lui e ha fatto in tempo a farne una copia, per poi postarla su YouTube e metterla a disposizione di tutti.

oval2_005.jpgoval2_008.jpgMa la diffusione di questo video non è che la punta più visibile e meno significativa delle attività di decine di persone che si sono scatenate contro il nemico comune. In giro per i forum, i toni di zFire erano sempre più arroganti, sempre più di sfida. “Il mio server”, sosteneva, “è il più sicuro di tutta Second Life“, aggiungendo fra l’altro: “fatevi sotto”.

Ebbene, si sono fatti sotto in tanti. Qualcuno che conosco molto bene è riuscito addirittura a copybottare, a fini dimostrativi, l’intero avatar dello stesso zFire Xue senza che questi se ne accorgesse. E intanto, mentre Fart Admiral perfezionava il suo GreenZone (ormai diventato un oggetto di uso comune) il sito del Red Zone è stato buttato giù come un birillo, più di una volta. Il suo database di informazioni raccolte illegalmente è stato bucato senza difficoltà da hacker ben più abili del signor Xue e tutti i dati sono stati inviati alla Linden Lab insieme a documenti inequivocabili che dimostravano come il sedicente paladino della lotta ai copybot fosse non solo un poco di buono con la mania del controllo ma anche un vero e proprio truffatore telematico, condannato da più di un tribunale RL. Vi rimando all’articolo di Avril per i dettagli e le prove: ma per farla breve, nel mondo reale l’amico si chiama Michael (Mike) Stefan Prime e si è già guadagnato qualche condanna per truffa e appropriazione indebita mediante mezzi telematici!

Fra le mille iniziative che si sono moltiplicate nelle scorse settimane, ci tengo a segnalare qui una puntata del Paisley Beebe Show, un talk show del metaverso la cui conduttrice è in RL australiana. Dato che Fart è tedesco e Anastasia svedese, a fare da portavoce anglofona per il GreenZone è stata chiamata Azure Twine. Per chi capisce bene l’inglese, e ha una quarantina di minuti da spndere per saperne di più su tutta la storia, il video qui sotto merita attenzione.

Immagine 2.pngCon Azure ho parlato ieri per ringraziarla dell’intervento e farle i miei complimenti: sebbene fosse nervosissima prima della trasmissione, mi è parso che il suo intervento sia stato inappuntabile, solido e pieno di informazioni utili – cosa confermata dal fatto che alcuni degli amichetti dell’ormai defunto zFire si sono messi ad attaccarla su vari forum. E questo mi porta al tema dei contraccolpi emotivi che tutta questa brutta storia ha avuto su molte persone. La lotta contro l’impero di zFire è stata senza esclusione di colpi su forum, siti, in-world e anche off-world, con tentativi ripetuti di rintracciare l’identità reale e l’indirizzo fisico di alcuni membri delle due opposte fazioni in RL. Fra i partigiani del GreenZone si è diffusa una tensione, una paranoia, alcune divisioni interne, drammi, litigi, divisioni.

lacrime_001.jpgInsomma, l’atmosfera si è fatta non poco pesante. Due volte Anastasia è stata lì lì per lasciare Second Life per sempre, e credo che questo basti a dare un’idea della pressione che questa faccenda ha imposto a tutte noi. Nel complesso, adesso che il polverone comincia a depositarsi, ci si rende conto di quanto poco, nelle scorse settimane, abbiamo avuto l’umore giusto per quello che chiamiamo “giocare” e che, in sostanza, per noi vuol dire “vivere” la nostra seconda vita. Le rare volte che ci si trovava online le energie venivano assorbite tutte nel condividere le novità legate alla lotta al Red Zone e, al limite, a fare due chiacchiere per assicurarci che l’altra persona stesse bene. Niente altro: niente rapimenti, affettuose punizioni, avventure, roleplay. E sono cose che, quando non le fai per un po’, sembrano diventare lontanissime, aliene, insensate come, indubbiamente, appaiono a chi Second Life non la conosce.

statua_001.jpgPoi, per fortuna, ho scoperto che basta poco a recuperare. Una visita a casa di qualche amica con troppe trappole attive, una nuova prigioniera appena rinchiusa al WCF (che in questo periodo sembra il carcere di Spandau negli ultimi anni di Rudolf Hess), un’amica condannata a casa da una lunga influenza e con più tempo da passare online… Adesso che l’emergenza Red Zone è passata, per fortuna, la magia torna in pochi istanti, quando trovi online le persone giuste. Perché, ormai lo sappiamo, maschere o meno, nonostante (o forse anche grazie alla) mediazione dell’avatar, Second Life ha senso quando hanno senso le persone che ci incontri.

 

Playing With Myself

Una bizzarra pausa pranzo sperimentando un client di Second Life che funziona direttamente dal browser. Niente di indimenticabile ma l’occasione di incontrare per qualche momento una persona che cerco da sempre.

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Immagine 6.pngEra arrivata l’ora della pausa pranzo in ufficio, oggi, e ho fatto un giretto su Facebook, scoprendo che Malbert Greenfield aveva postato un link per chiedere lumi: “Nightwish Sveiss, vado a colpo sicuro chiedendolo a te……cosa ne sai? Funzia?”. Night aveva risposto al volo: “Ancora in beta e se non hanno aggiornata dall italia funziona pure a schifio xD Nulla di che comunque, un client fatto dentro un browser :O”.

Dato che in questi ultimi giorni mi è capitato più di una volta, per affrontare questioni urgenti legate alla faccenda GreenZone, di dovermi collegare con un client solo testuale per iPhone (il nome, per chi fosse interessato, è “Pocket Metaverse“), l’idea di scoprire Second Life da ancora un’altra angolazione mi ha immediatamente intrigata eImmagine 3.png non ho esitato a cliccare sul link indicato da Malbert, per saperne di più. Ho aperto l’URL http://interest.secondlife.com/beta e dopo qualche secondo di attesa, mentre il sistema verificava se disponevo di una connessione sufficiente, mi è stato chiesto di inserire il mio indirizzo di posta elettronica e di premere poi “Explore Now”.

L’ho fatto. Ed ecco qui sotto il risultato:

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Mi sono ritrovata ad essere una specie di vichingo su una veranda davanti a una land lussureggiante. E va bene che la pagina mi invitava a cambiare il mio look scegliendo in una lista di altri avatar, ma la prima impressione è stata quantomeno di perplessità. Credevo che, avendo il mio indirizzo di posta, i LL mi avrebbero fatta comparire in-world così come sono ormai da oltre quattro anni – poi ho realizzato che nessuno mi aveva chiesto la password e che di conseguenza non avrebbe avuto molto senso che chicchessia potesse, usando la mia e-mail, comparire in-world col mio aspetto. Immagine 3.pngMi sono guardata intorno… ho provato velocemente una Vespa che ho trovato inopinatamente parcheggiata lì accanto… e poi sono stata disturbata da una collega e ho frettolosamente chiuso il browser.

Qualche minuto dopo, allontanatasi la collega, ho deciso di riprovarci. Dopo tutto, l’aspetto da vichingo non era dei peggiori e poteva valer la pena di farci un giretto. Ho fatto di nuovo quel login sommario, ho atteso che le texture varie si caricassero e sullo schermo è comparso… è comparsa questa tipa:

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Se prima ero rimasta sorpresa, adesso ero davvero disorientata. Ero tornata donna – anche una discreta figliola, devo dire. Ma adesso ero mora, con un abitino corto bianco, fuseaux e stivali neri. L’esatto opposto del vichingo che ero stata per pochissimi istanti appena qualche minuto prima.

Immagine 5.pngHo provato a frugare fra le opzioni per vedere se avevo un inventario da esplorare, ma non ho trovato nulla. Invece ho scoperto il modo di cambiare località e, così a naso, ho optato per un luogo che mi dava l’impressione di poter essere più frequentato degli altri. Mi sono tippata a Hobo Island, ho provato invano a interagire con un pupazzo che raffigurava Philip Linden e, quando ho visto che nessuna delle poche persone vicine mi filava di pezza, ho deciso di tentare una follia.

Sul mio computer non è possibile lanciare due volte lo stesso programma e di conseguenza non mi sarebbe possibile, anche se lo volessi, entrare su Second Life con due avatar diversi. Ma adesso ero in-world mediante Safari (il browser di base degli utenti Mac). Chissà se potevo entrare anche con quello che uso di solito, oppure se il sistema non mi avrebbe consentito di animare due avatar con lo stesso indirizzo e-mail? Mi sono detta: “È una scemenza”. Mi sono risposta: “Certo che lo è”. E ho avviato Phoenix, facendo login.

Ora, chi mi conosce sa bene che quando sono su Second Life mi identifico in maniera totale con quello che vedo sullo schermo. Questa volta, però, entrare mi faceva una sensazione strana e difficile da descrivere. Non sapevo ancora se sarei stata in grado di incontrare quella fanciulla dai capelli corvini a cui il sistema aveva attribuito un nome quasi da bane, “422357 Guest” – poteva darsi che il metaverso in cui lei era appena nata fosse un mondo parallelo e non compatibile con la Second Life normale. Tuttavia sentivo che, da qualche parte, qualcuno mi stava aspettando, e sentivo anche che questo qualcuno ero io stessa. Abituata ormai da anni a non avvertire alcun tipo di sdoppiamento quando mi affaccio nel metaverso, non mi aspettavo di provare questo capogiro.

Mi sono materializzata dove avevo staccato ieri sera: l’ufficio centrale del GreenZone al WCF, dove Fart riceve clienti e curiosi. Ero Win, sì, ma bastava che cambiassi applicazione ed ero di nuovo Guest, sola in una land sconosciuta, in attesa che qualcuno mi venisse a conoscere. E naturalmente ero la persona che  scrive queste righe, nel suo ufficio RL in quel momento semivuoto, ma con una testa che cominciava ad assomigliare a una stanza affollata.

Immagine 5.pngDa Safari, ho visto subito che 422357 Guest non riusciva a comunicare se non con gli avatar che si trovavano nelle immediate vicinanze – sul client via browser non esiste (non ancora?) la funzione di ricerca. Chissà però se Win e Guest si trovavano nello stesso mondo? Sono tornata su Phoenix (ed ero Win) e ho provato a cercare Guest, quasi certa che non l’avrei trovata.

E invece sì, 422357 Guest c’era. Le ho mandato un IM. Poi sono passata su Safari (ed ero Guest). L’ho ricevuto. Ho risposto. Stavo IMmando con me stessa.

A questo punto, il passo successivo era inevitabile: dovevo incontrarmi. Ma come fare? Guest, anche una volta ricevuto un IM da Win non era in grado di tipparla. Ritorno su Phoenix (ed ero Win), tentativo di tippare Guest. Niente. Forse perché Winsconsin è una land Adult e Guest non era age verified. Non avevo tempo di controllare. Sono tornata su Safari (rieccomi Guest), mi sono guardata intorno e ho visto, poco più un là, un tipo vestito di nero, tale Derrick Randall. Stavo per scrivere a Win il nome, poi mi sono resa conto che non era necessario.

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Di nuovo cambio di applicazione, e ritorno a Phoenix e a Win. Scrivo all’ispettore Derrick, veloce, quasi spasmodicamente. Gli chiedo se vede, vicino a se, una moretta che si chiama così e così. Lui conferma e accetta di mandarmi un TP. Saluto Fart, a cui ho spiegato in breve che cosa sto facendo, e accetto il TP. Intorno a me Winsconsin si dissolve.

myself_001.jpgImmagine 8.pngEd eccomi a Hobo Island, davanti al gentile Derrick. Lo saluto in fretta, perché ho qualcuno che devo incontrare. Devo, come spiego laconicamente a Derrick, “go playing with myself”. Qualcuno sente la battuta e ridacchia. Su Second Life abbiamo visto succedere di tutto e capita di rado di assistere a a qualcosa in grado davvero di turbarci. Faccio due salti, ed eccomi accanto a… me stessa.

Restiamo accanto per un poco e, come si può intuire, non facciamo grandi chiacchiere. In particolare, il mio obiettivo è fare qualche esperimento: capire se posso passare a Guest qualche oggetto (non posso: li accetta in automatico ma spariscono) se la comunicazione fra noi due è istantanea (lo è), se posso catturarla con la gabbia del Mystytool (posso eccome). Eppure, stranamente, sento che Guest in quel momento esiste nè più nè meno di quanto esisto io. Ogni volta che passo da Phoenix a Safari, da Safari a Phoenix, in una frazione di secondo sono l’altra: Win, Guest, di nuovo Win, di nuovo Guest. Tanto che quando tippo Malbert per fargli vedere la scena, dopo pochi istanti mi ritrovo a discutere con me stessa. Perché Guest ha già un suo caratterino, risponde alle battute, mi rimbecca, interagisce.

Vive.

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Immagine 17.pngGuest non vive a lungo, naturalmente. La land è devastata dal lag ma, soprattutto, la mia pausa pranzo finisce rapidamente. Mi accorgo che ho fatto tardi, che la mensa dell’ufficio è già chiusa, che fra poco i colleghi rientreranno e che ho ancora qualcosa da fare prima di potermene tornare a casa per iniziare il sospirato weekend. Se ne accorge Win, ma se ne accorge anche Guest, che saluta Malbert, me e un’amica comune con una battuta ironica: “Vabbe’, visto che non mi apprezzate me ne vado per sempre”. Chiude Safari e, dopo qualche istante scompare. Nella stanza della mia mente resta solo Win, come d’abitudine. E anche lei, dopo aver salutato gli amici, fa log off.

Ma stavolta, nella memoria sua e della sua agente RL, c’è l’incontro con qualcuno che nel brevissimo spazio di un’ora scarsa era già riuscito a conquistarsi una fettina di vita.

Quanti siamo, in realtà, qui dentro?

Un’ultima cosa sul GreenZone

Le novità circa la lotta per difendere i residenti di Second Life dai ladri di privacy si susseguono a un ritmo che questo blog non è in grado di seguire. Qualche ultima indicazione utile, e i link necessari per chi volesse tenersi informato.

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Dal giorno in cui Fart Admiral e Anastasia Howlett lo hanno messo a disposizione gratuitamente, il GreenZone ha cominciato a diffondersi come un incendio nella prateria, scatenando ogni sorta di reazione. Ci vorrebbe un blog apposito per dar conto solo di una battaglia che infuria più che mai mentre scrivo queste righe. A titolo esemplificativo, basterà dire che in questi ultimi dieci giorni i creatori del GreenZone sono stati bersagliati dalle attenzioni negative dei creatori del Red Zone, che sul marketplace si è scatenata una piccola guerra delle recensioni, che Anastasia – in quanto associata alla defunta Andromeda e quindi esposta alle accuse di voler solo vendicarsi – ha dovuto rinunciare a vendere (a 0 L$, ricordiamolo) il GreenZone, e l’ha ceduto a un altro venditore. Infine, Fart ha creato un programmino per Windows che può servire anch’esso a difendersi e che ovviamente è offerto gratuitamente.

fartbustop.jpgDel GreenZone, insomma, si parla ormai un po’ ovunque. L’amica Annamaria Button ha fatto seguire, ai suoi commenti gentilmente postati in questo blog, un articolo approfondito e legalmente documentato sull’argomento. Il blog (in inglese) di Forceme Silverspar ha raccolto per giorni e giorni liste di sim infettate rivelate dal GreenZone (oltre 2000 land diverse!) e poi ha smesso perché si è resa conto che molti proprietari di RedZone stavano rimuovendo lo strumento malefico, che alcuni lo stavano sostituendo con altri prodotti affini, e infine perché tutto sommato il GreenZone consente a chi lo indossa una sicurezza aggiornata minuto per minuto, mentre un blog richiede sempre di essere aggiornato e rischia di restare indietro. Qualcuno ha fatto partire una JIRA per chiedere a Linden Lab di bandire il RedZone (io ho già votato e suggerisco a chi mi legge di fare altrettanto, andando qui: dovrete fare login col vostro account di SL e poi, sul lato destro della finestra, cliccare la manina col pollice alzato) [NOTA aggiunta l’11 febbraio: ATTENZIONE, oltre a votare, è bene cliccare anche il pulsante Watch, poiché di qui a poco i Linden hanno intenzione di seguire più il numero delle persone interessate a un determinato argomento piuttosto che i votanti – ehi, non chiedete a me il perché, a loro sembrerà logico così!]. Un blog specificamente dedicato a bloccare il RedZone ha pubblicato alcune istruzioni per proteggere il proprio computer con pochi semplici passi [AGGIUNTA l’11 febbraio: (e la nostra Nightwish Sveiss ha provveduto a integrare le istruzioni per gli utenti Linux]. Infine, non si contano le discussioni sull’argomento su forum vari.

CineconEw.jpgNel frattempo, la mia RL è tornata ad impegnarmi parecchio, riducendo di nuovo il tempo in cui posso dedicarmi a Second Life. Questo blog ha fatto la sua parte per diffondere fra i residenti di lingua italiana la consapevolezza del problema, ma non voglio snaturarlo. Questo è il mio diario e ci tengo che rimanga tale. Nei limiti delle mie possibilità terrò aggiornato questo post con eventuali nuovi link che riterrò interessanti per chi vuole tenersi informato sulla faccenda. Per il resto, credo sia tempo di voltare pagina e, tempo permettendo, tornare a scrivere di tutte le emozioni che, fra un impegno RL e un altro, Second Life continua a regalarmi come un film sempre nuovo.

GreenZone: La privacy non ha prezzo

Una decisione importante per il futuro del GreenZone: da oggi, lo strumento per difendersi dal Red Zone è a disposizione di tutti gratuitamente. Per molti motivi, che cerco di riassumere.

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Unya_005.jpgLa battaglia contro il Red Zone, questo malefico strumento scansiona-IP, ha occupato la maggior parte della scorsa settimana. Esperimenti portati avanti con Anna e con Fart, prima di tutto (in un’area Winsconsin lontana da qualsiasi visitatore occasionale), ma anche incontri e lunghe discussioni con altre persone preoccupate per gli effetti nefasti che il diffondersi del Red Zone stanno avendo sul mondo di Second Life. Fra queste, due nuovissime conoscenze già citate in queste pagine: Forceme Silverspar (autrice del blog che ha pubblicato l’indagine più approfondita e completa sulla faccenda) e Unya Tigerfish, di cui ho tradotto qualche giorno fa un’analisi dettagliata.

Sia Forceme che Unya sono persone d’azione: nemmeno cinque minuti dopo che, con Forceme, avevamo buttato lì l’idea di un blog apposito che serva da bacheca per segnalare le sim controllate da un Red Zone, il blog era già pronto online e io avevo ricevuto l’invito a contribuirvi come coautrice. Anche se lo avevo linkato già nel post precedente, lo segnalo di nuovo qui per dargli evidenza:

http://greenzonemouthpiece.blogspot.com/?zx=db190e571e6b75cb

Unya_006.jpgUnya_007.jpgL’obiettivo di GreenZone MouthPiece non è, naturalmente, di criminalizzare le sim che utilizzano il Red Zone. Ognuno ha diritto di ricorrere agli strumenti che gli pare, anche quando sono imprecisi come questo. Tuttavia, siamo convinte che l’uso di un sistema così subdolo, e la creazione di liste segrete, in stile Inquisizione spagnola, sia da segnalare a chi non ne è al corrente. Questo blog servirà quindi da lista, indicativa e non esaustiva, delle land compromesse. Chi, utilizzando il GreenZone, ne individuasse altre, è caldamente invitato a segnalarle.

Nel frattempo, il creatore del Red Zone, evidentemente sentendo tremare le fondamenta del suo impero, è passato al contrattacco. Se visitate la pagina del GreenZone su Marketplace e andate a leggere le recensioni, ne troverete una scritta molto negativa scritta da zFire Xue. Oddio, chiamarla recensione è già un azzardo: si tratta per lo più di un attacco diretto ad Anna (il nuovo avatar di Andromeda), arricchito da sproloqui circa il fatto che il GreenZone sarebbe uno strumento per aiutare i copybotters.

Unya_010.jpgUnya_009.jpgOvviamente non è così: come credo di aver spiegato molto chiaramente negli ultimi post (incluso quello in cui racconto la condanna a morte di Andromeda) non sono affatto a favore del copybotting, nè tanto meno dell’utilizzo di alt per dare fastidio a qualcun altro. I motivi per cui il Red Zone è uno strumento da combattere sono altri, vale a dire: che è inefficace (basta disattivare il Media Streaming per non farsi beccare), che produce più danni che vantaggi (identifica gli avatar come alt su basi risibili, come dimostra il post di Unya) e di fatto può servire più come mezzo di griefing che altro. È uno strumento che viola la privacy (e probabilmente anche il ToS di Second Life) e la privacy è un diritto che va rispettato – soprattutto in un luogo, come Second Life, dove andiamo per sognare quello che nella vita reale non possiamo avere.

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È anche per questo che, soprattutto su istanza di Unya e di Forceme, abbiamo parlato a lungo di quale fosse la scelta migliore per far sì che il Red Zone venga neutralizzato. Ne ho discusso con Anna, che lo vende, e con Fart Admiral, che l’ha fabbricato. E siamo arrivati alla conclusione che il GreenZone deve essere uno strumento alla portata di tutti, non solo a quella di chi se lo può permettere.

freebie!_001.jpg250 L$ sono pochi spiccioli, è vero. Ma tutti siamo stati niubbi senza un soldo in tasca, pronti a passare ore seduti in qualche land deserta per tirare su qualche Linden col camping. Pertanto, da oggi in poi, abbiamo deciso che il GreenZone sarà in vendita dappertutto alla cifra di 0L$. Gratis. Freebie.

Voglio sottolineare che, da parte di Anna e di Fart, questa decisione è stata presa in totale libertà. Anche se Anna porta il mio collare, non ho voluto esercitare su questa faccenda la mia autorità perché ci tenevo che fosse una scelta libera della sua coscienza. Anche perché il GreenZone si stava rivelando un prodotto alquanto proficuo: in meno di una settimana, ne erano state vendute già 174 copie, senza contare le copie omaggio che avevamo spedito alle persone che ne avevano fatto richiesta su questo blog. In prospettiva, rinunciare alla vendita di questo strumento significa, per Anna e Fart, dire addio a un potenziale discreto gruzzoletto. Ma, come diceva la stessa Anna durante la discussione:

AnnaAlarm.jpg[2011/01/27 09:07]  Anna (anastasia.howlett): Will make me have done something for humanity

Ho sorriso, passandole la mano nei capelli e giocando col guinzaglio che tengo attaccato al suo collare. Ecco la mia Andromeda: qualcuno che sa di aver sbagliato, che ha pagato il suo conto con la società (e in modo salatissimo) e ha capito molto bene quanto sia importante dissociare la nostra crociata contro il Red Zone da qualsiasi sospetto di avidità. Anna continuerà a guadagnare, su SL, tramite i suoi prodotti e il GreenZone diventerà invece un bene di uso comune. Di dominio pubblico, come dovrebbe essere tutto ciò che tutela i diritti fondamentali.

Ci sono altre novità che bollono in pentola ma parlarne è prematuro… basterà dire che si parla già di implementare il sistema creato da Fart in una delle nuove edizioni di un client di uso molto comune. Ma sono ancora solo ipotesi e bisogna vedere se e quando accadrà. Da oggi, comunque, voglio ripeterlo ancora una volta: il GreenZone è in vendita gratis su Marketplace e anche su ogni vendor disponibile in world (ne trovate uno proprio a Winsconsin, vicino alla rezzing area). E per giunta è, da ora, copy e trans: vale a dire che potete darne voi stessi una copia a chi vi pare, contribuendo a diffonderlo più rapidamente.

freebie!_003.jpgChi vorrà sostenere la ricerca necessaria a mantenere il GreenZone potrà sempre donare qualcosa alla causa tramite i vendor in-world, ma si tratterà di un contributo puramente volontario e opzionale: il GreenZone continuerà comunque ad avere tutte le sue funzionalità anche se acquistato a 0L$. Le quasi 180 persone che ne hanno acquistata una copia prima che prendessimo la decisione di distribuirlo gratuitamente sappiano che il loro supporto è stato fondamentale per la ricerca e che è anche grazie al loro contributo che ora possiamo permetterci di offrire il GreenZone a tutti gli altri residenti di Second Life. Qualcosa, io credo, di cui andare orgogliosi.

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(Qui sotto: la comunicazione inviata a tutti coloro che avevano già acquistato il GreenZone prima del passaggio a Freebie)

After long discussion, we have decided GreenZone is too important for the sake of privacy for it to be only available to paying customers. From now on, the tool will thus available for 0L$ both on marketplace and on affiliate resellers. This would not have been possible without the support of early customers, whose patronage covered all our research and development costs in less than a week. GreenZone wishes to thank all these generous people for supporting its fight against privacy scammers.

Dopo lunga discussione, abbiamo deciso che il GreenZone è troppo importante come strumento di difesa della privacy perché possa essere disponibile solo a chi può pagarlo. Da ora in poi sarà pertanto disponibile a 0L$ sia su marketplace che sui rivenditori affiliati. Ciò non sarebbe stato possibile senza il sostegno dei primi clienti, il cui denaro ha coperto tutti i nostri costi di ricerca e sviluppo in meno di una settimana. GreenZone vuole ringraziare tutte queste persone generose per il sostegno alla lotta contro i ladri di privacy.

Unya Tigerfish: Indagine sul Red Zone

A corredo del post precedente circa il GreenZone e il Red Zone, e col permesso dell’autrice (che mi ha contattata in-world per congratularsi della nascita del GreenZone) traduco qui sotto la parte più tecnica del post di Forceme Silverspar: l’indagine di Unya Tigerfish su come (non) funziona il Red Zone e su perché sia uno strumento da combattere. A giorni conto di pubblicare un terzo e ultimo post sulle reazioni alla nascita del GreenZone da parte del creatore del RedZone, zFire Xue. Ma fin d’ora segnalo la nascita di un blog gestito in collaborazione con Forceme e che servirà a segnalare (senza per questo criminalizzarle!) le land che mantengono un RedZone attivo. Il post che segue spiega anche chiaramente come mettersi comunque al sicuro dalla scansione dell’IP. Di mio c’è solo la traduzione italiana, qualche nota e qualche corsivo – e un po’ di fotografie delle preferenze in alcuni Viewers di uso comune: spero saranno utili a qualcuno per sapere che settaggi usare.

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(una visita a Zhora, stamattina: un’area RedZone-Free)

 

REDZONE e la rivelazione degli ALT su SL
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Premessa: l’Anonimato è un DIRITTO!
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Parto dal presupposto che siamo tutti umani… tutti, nel nostro privato, facciamo cose che, qualora fossero rese pubbliche presso tutti coloro che ci conoscono, ci renderebbero la vita molto difficile.

Questo diritto è stato riconosciuto nella maggior parte degli stati, ed è anche parte della “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” il cui Articolo 12 dice:

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.

Alcune nazioni:

US:
http://en.wikipedia.org/wiki/Privacy_laws_of_the_United_States#Federal

UK:
http://www.yourrights.org.uk/yourrights/privacy/

EU:
http://en.wikipedia.org/wiki/European_Convention_on_Human_Rights#Article_8_-_privacy

Applicata a SL (o a internet in generale), questa “corrispondenza privata” può estrinsecarsi anche sotto forma di alt su internet. Ci sarà chi ha da obiettare nel sentirmi legittimare gli alt, ma vi prego di continuare a leggere: possono esserci moltitudini di motivi legittimi per farsi un alt: un uomo d’affari (SL o RL) che non desidera sia reso pubblico il suo personale piacere nell’essere costretto a vestirsi da donna… una celebrità che vuole godersi un po’ di esplorazioni senza essere disturbata… un sociologo, per studiare le dinamiche di un gruppo virtuale.

Il diritto alla privacy viene sospeso, in genere, quando è in gioco il bene superiore della società nel suo complesso: lotta alla criminalità, protezione dal terrorismo.

E tuttavia gli alt possono essere usati per disturbare, per distruggere, per infastidire, per scocciare… per abusare della fiducia altrui e imbrogliare. Tutto ciò, naturalmente, non è eticamente accettabile.

Allora, gli alt sono ancora legittimati a esistere?

Sì che lo sono – finché non si possano invocare le situazioni sopra menzionate (pericolo al bene superiore della società nel suo complesso)

Per dirla in poche parole:

Gli alt e il rispetto della privacy sono pienamente legittimi finché proteggerli non venga usato per recare danno ad altri!

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Redzone – lo strumento
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Le funzionalità promesse dallo scanner RedZone si possono vedere qui:
https://www.xstreetsl.com/modules.php?name=Marketplace&file=item&ItemID=1175807

redzone.jpgSono elencate 29 funzionalità, alcune delle quali non corrispondono alla mia analisi effettiva. Si sostiene che sia uno strumento difensivo di protezione: per individuare utilizzatori di copybot, bannare [disturbatori] ed esercitare altre attività finalizzate alla sicurezza. Sebbene, per quanto a me risulta, le funzionalità di sicurezza e di ban non richiedano realmente uno strumento dedicato, e sebbene l’individuazione dei copybot non sia sicura, queste funzionalità, in effetti, corrispondono effettivamente al prodotto venduto.

La riga interessante è questa:

 

“Ban the Alts of people on from your ban list. Not just alts of Copybots. Great for stalkers.”
[Banna gli Alt delle persone nella vostra lista ban. Non solo gli alt dei Copybot. Ottimo per gli stalker]

Al di là dell’uso involontariamente appropriato dell’espressione “ottimo PER gli stalker” invece che “ottimo CONTRO gli stalker“, questa riga sostiene che lo strumento sarebbe in grado di IDENTIFICARE GLI ALT.

Come ho spiegato nella mia premessa, ciò costituisce una violazione di un diritto umano e delle leggi di molti stati se usato in modo indiscriminato. [Aggiunta di Win: Ma vediamo se la promessa è effettivamente mantenuta]

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Come funziona l’individuazione degli alt?
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La questione richiede un breve esame su come funzionano i media su SL. Come forse sapete, i media (audio e video) che vedete o ascoltate in world, non vengono dai server di SL. È invece SL che dice al vostro viewer: “Vai a http:…. agganciati a quello stream di audio o video e fallo vedere qui/ora/in questo modo”

Ad esempio, ogni proprietario di land o anche di un piccolo lotto (parcel) saprà che si può avere una radio collegata a qualsiasi stazione di web radio: contenuti che sicuramente non provengono dalla Linden Labs.

Un ottimo sistema, con l’effetto collaterale che la LL non ha alcun controllo su questo stream.

Il Red Zone ha ora una parte in-world, e una parte su web. La parte web genera un stream di media (video) vuoto, ma ANNOTA gli IP di coloro che vi accedono. La parte in-world si accorge quando qualcuno entra nella zona controllata, prende nota dell’ora e del nome SL e dice al viewer di collegarsi allo stream media. A questo punto il server che genera questo stream conosce l’IP del computer dell’utente.

Mettete insieme tutte queste informazioni e avete una bella lista di nomi SL collegati agli IP.

Se poi l’utente collega un alt dalla stessa postazione, ed entra di nuovo nell’area controllata, lo scanner annota che i due avatar hanno lo stesso IP. Pertanto, stabilisce il nesso seguente: stesso IP = stessa persona = i due avatars sono alt uno dell’altro.

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Precisione dei risultati
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Come avviene con ogni strumento di scansione, i rischi sono quello dei Falsi Risultati Positivi (gente che viene schedata come alt senza esserlo) e quello dei Falsi Negativi (gli alt che non vengono scoperti).

Per capire bene, dobbiamo ricordarci che con questo sistema l’IP viene usato come “identificatore” per un essere umano RL. Ora, che cosa è un IP? Potremmo provare a spiegarlo in modo semplice come un Identificativo Chiamante/numero di telefono che non viene mai soppresso. Qualsiasi cosa facciate su internet, qualsiasi sito apriate, riceve il vostro numero…

Ma l’analogia rivela anche le principali eccezioni:
– una famiglia con più di un computer avrà probabilmente una sola connessione internet centrale, e quindi UN SOLO IP per tutti i computer connessi
– lo stesso vale per la maggior parte delle società.
– lo stesso vale per ogni altro servizio centralizzato e comune, come i cybercafè, università, ospedali…
– qualsiasi area WiFi pubblica o privata avrà un unico IP per tutti i computer che vi sono collegati

Inoltre:
In alcuni paesi (confermato per la Germania e la Gran Bretagna [Nota di Win: anche per l’Italia!]) i Provider Internet usano un bacino di IP dinamici e ne assegnano uno a caso a ciascuna connessione internet privata quando si collegano al provider. Ogni giorno scollegano il servizio per un millisecondo e assegnano alla connessione un nuovo numero casuale dal loro bacino. Questo avviene per prevenire l’utilizzo commerciale degli account destinati ai privati. Pertanto, non è possibile un collegamento reale fra un IP e un avatar di SL: lo stesso avatar ha un IP diverso ogni giorno. Lo stesso IP che in teoria potrebbe essere usato da qualsiasi PC nel network di quel provider (in genere è localizzato per regions: per esempio in Germania l’intera regione della Renania, con 15-20 milioni di abitanti, è gestita così, con gli IP riassegnati casualmente ogni giorno…)

Ancora peggio:
In alcuni paesi (confermato per gli Emirati Arabi Uniti) il provider internet DEVE far passare tutto il traffico da un proxy, per monitorare i contenuti… potete pensarla come volete circa questo controllo, ma il risultato è che TUTTI i clienti di quel provider appaiono avere il medesimo IP (quello del proxy), e pertanto sono identificati come alt uno dell’altro…

Prefs_001.jpgPrefs_002.jpgPrefs_003.jpgSull’altro lato dell’equazione: il metodo usato per raccogliere gli IP tramite il controllo dello stream media fa sì che la gente che ha disattivato i media (o, ancora più semplicemente: quelli che hanno scelto di non cliccare nelle preferenze le caselle che portano espressioni come “automatically play media” [consenti riproduzione multimediale automatica] – “let scripts control my play button” [consenti agli script di controllare i miei pulsanti play], o che al contrario hanno cliccato la casella che dice “turn off media when changing parcels” [spegni i media quando cambio area] non vengono toccati dal Red Zone, in quanto il Red Zone richiede, per collegare una persona a un IP (e quindi collegare gli alt) che questa persona compaia nell’area controllata e si agganci allo stream simultaneamente.

Risultato 1 – alto potenziale di Falsi Positivi

A causa del metodo sopracitato dell’utilizzare gli IP per identificare esseri umani, le situazioni elencate qui sotto avranno come effetto l’errata individuazione come alt di individui distinti:
– in generale coloro che usano cybercafè o simili, poiché lo stesso computer è usato da umani diversi
– 2 individui della stessa famiglia, o anche ospiti e visitatori che accedono al network
– 2 individui nello stesso hotel/dormitorio/ospedale/società/cybercafe/… i cui computer condividono un medesimo accesso internet.
– 2 individui che, anche in tempi diversi, hanno utilizzato un hotspot WiFi pubblico o privato
– 2 individui che usano IP dinamici e i cui IP sono stati scambiati
– un numero infinito di persone che vivono in paesi in cui il traffico internet debba passare da un unico proxy

(Domanda aperta: quanto a lungo conserva gli IP, Red Zone? Più a lungo li conserva, maggiore è il rischio di queste associazioni inesatte…)

Poiché queste situazioni sono tutt’altro che eccezionali, e anzi molto comuni, considero molto alta la possibilità di Falsi Positivi.

Risultato 2 – alto potenziale di Falsi Negativi

È molto facile evitare l’individuazione degli IP/associazione dell’avatar fatta dal RedZone rinunciando semplicemente ad usare l’attivazione automatica dei media. Potete sempre tenervi i pulsanti “play” e usarli quando necessario, per cui le implicazioni circa l’utilità su SL sono ZERO. Fra l’altro, questo tipo di settaggio è anche un mezzo valido e utile per evitare il lag generato dalla scarsità di banda, o sui computer più lenti. Probabilmente anche il vostro rezzing sarà più veloce se vi limiterete ad avviare musica e video dopo aver rezzato tutto, soprattutto se avete poca banda o un computer poco veloce.
Questi semplici accorgimenti basteranno a evitare di farsi leggere la combinazione IP/nome dell’avatar dal Red Zone… e dato che i settaggi restano gli stessi se al prossimo log in utilizzerete, dalla stessa macchina e dallo stesso client, un avatar diverso, eviterete anche l’individuazione dei vostri alt

(ho personalmente fatto prove con un Red Zone per essere sicura che tutto questo fosse vero) [Nota di Win: Anche io ho provato personalmente, insieme ai creatori del GreenZone]

Considero pertanto molto alta la possibilità di Falsi Negativi.

CONCLUSIONI
=======
1. L’elevata imprecisione del Red Zone fa sì che l’individuazione degli alt sia una questione di pura casualità. Falsi positivi e falsi negativi rendono i risultati casuali e niente affatto attendibili.
2. Utilizzare le informazioni così raccolte (nei casi in cui siano esatte) per qualsiasi fine che non sia la protezione personale è altamente non etico

=> Abbiamo, infine, un prodotto che dovrebbe essere anti-griefer che è più adatto a fini di aggressione (e come tale è stato usato)

(© Unya Tigerfish – tradotto e pubblicato col suo permesso)

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Zona rossa, zona verde

Segnalazione importante: su Second Life si è diffuso un prodotto di grande successo che, tuttavia, ha più controindicazioni che lati positivi. E di cui ho scoperto l’esistenza in seguito alla morte di Andromeda Sawson.

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Solo chi cade può risorgere, diceva il titolo di un vecchio film con Humphrey Bogart, e in nessun luogo questo è vero come su Second Life. Se c’è chi se n’è andato senza più tornare (o almeno senza farsi riconoscere) come Costanza o Serenella, la mia Andromeda è risorta quasi subito dopo essere stata terminata dai Linden e, naturalmente, è venuta subito da me a farsi rimettere il collare. In questi giorni ci siamo viste poco, perché ha tutta la sua rete di negozi da rimettere in piedi con il nuovo account. Ma il tempo per riabbracciarsi c’è stato, nella piccola sala cinematografica di Winsconsin, ed è stato in quell’occasione che mi ha buttato lì una frase stupefacente. “So chi è stato”.

Snapshot_003.jpgSnapshot_004.jpgSnapshot_005.jpgHo capito all’istante a cosa si riferisse: sapeva chi era stato a farle la spia alla Linden Labs. E lo sapeva, molto semplicemente, perché questa persona glielo aveva detto direttamente, scrivendo un IM al suo nuovo avatar. Un messaggio che, nella sostanza, diceva: “Ciao Andromeda, non farti più vedere al mio negozio con i tuoi alt o ti faccio chiudere anche quegli account“.

Non riporto il nome di questa persona, perché è la proprietaria di uno dei negozi da cui Andromeda aveva illegalmente copiato diversi oggetti. Voglio ribadirlo ancora una volta: non approvo il furto di proprietà intellettuale e non mi sento di contestare la decisione di infliggere alla mia sub la pena capitale. Se riportassi qui il nome della persona che l’ha denunciata, o segnalassi il suo negozio, sarebbe come se invitassi la gente a boicottarla per solidarietà con me e con Andro, e questo non deve succcedere. Non sono il Presidente del Consiglio, anzi, chi mi legge da tempo sa quanto poco mi piaccia il suo atteggiamento di rifiuto del giudizio. Sia io che Andro accettiamo il verdetto severo della Linden Lab senza per questo delegittimare chi l’ha emesso.

Qual è, allora, il punto di questo post? È un punto delicato, perché ha a che fare con l’attendibilità dello strumento con cui Andromeda è stata smascherata. Uno strumento che in questo caso, sicuramente, ha sortito effetti positivi (per la giustizia) ma che, in realtà, sta da tempo provocando problemi a centinaia di avatar innocenti.

Si chiama Red Zone ed è uno scanner di IP. In certe condizioni permette a chi lo controlla di scansionare gli avatar che gli vengono a tiro e individuare l’IP da cui ciascuno si collega. Viene venduto come uno strumento per individuare gli alt (gli avatar alternativi con cui certe persone hanno l’abitudine di tormentare i loro nemici, o compiere atti illegali, come copybottare) e quindi bannarli e, come prodotto, ha un successo notevole. Traduco qui alcune righe di un post molto documentato sull’argomento, pubblicato lo scorso 3 settembre dal blog di Forceme Silverspar:

Immagine 1.png

Al momento, in-world ci sono 3005 di questi scanner attivi. Uno è il mio. Il prezzo è di L$3999 a scanner. Mi sembra che L$12.016.995 [Nota di Win: circa 48.000 €!] siano un bel po’ di soldi per chi l’ha creato. Ogni scanner controlla al massimo l’area di un’intera sim, mentre in altezza arriva alla quota di 4096 metri (più 96m, per ragioni che a me sfuggono). 63 sim hanno scelto di rendere pubblico sul sito della REDZONE il fatto che utilizzano questo scanner. 1476732 sono stati scansionati. Piu aumenta il numero degli scanner in-world, più cresce il numero dei collegamenti, i dati raccolti, le connessioni fra avatar e, di conseguenza, la quantità di alt identificati. Sono stati individuati 687941 IP collegati. 828 sono stati scoperti. Quando compri uno scanner (o ne diventi amministratore) ottieni l’accesso a un sito in cui vengono rivelati gli alt della gente che passa dalle tue parti.

Tutto molto bello, no? Solo che non funziona – o non funziona in modo attendibile. A quanto spiega molto bene Forceme, che ne ha comprato uno per poter dare informazioni attendibili, il Red Zone è alquanto zoppicante di per sè, ma soprattutto parte da un presupposto infondato: vale a dire che gli IP siano unici per ciascun utente che si collega alla rete. Sulla base di questa premessa sbagliata, cento, duecento, trecento persone che si collegano dallo stesso IP sono la stessa persona.

Ewynskybox2.jpgEwynskybox.jpgNon è così. Per restare solo all’italia, tutte le persone che si collegano con Fastweb risultano collegate a un IP unico per tutti. Basterebbe quindi che un solo utente Fastweb si facesse bannare come copybotter per fare sì che tutti gli altri utenti Fastweb siano esposti a subire la stessa sorte, solo perché l’ineffabile Red Zone ha stabilito che sono tutti alt di quell’unico imbroglione. Questo avviene in molte altre nazioni: leggete questo post (in inglese) per vedere cosa succede a chi si collega a internet dagli Emirati Arabi). E ci sono altre controindicazioni, come quelle che spiegavo stamattina a Ewyn che, diciamo, mi faceva compagnia mentre scrivevo queste righe:

[2011/01/21 02:09]  Win: Il RedZone è uno scanner di IP che in teoria servirebbe a tanare gli alt… È lo strumento, fra l’altro, con cui hanno beccato Andromeda! Ma anche se sulla carta è un’ottima idea, di fatto è molto poco affidabile
[2011/01/21 02:10]  Ewyn Raymaker: e io che me ne faccio? :O mica ho alts?
[2011/01/21 02:10]  Win: No, no, aspetta… il punto è esattamente questo… anche se non hai alt, rischi di essere bollata come alt se viene registrato qualcuno che usa il tuo stesso IP. Per dire… se tu usi Fastweb, TUTTI quelli che usano Fastweb hanno il tuo stesso IP
[2011/01/21 02:10]  Ewyn Raymaker: oddio… in passato il mio ragazzo si è collegato alcune volte da casa mia. una volta mi collegai da casa sua
[2011/01/21 02:11]  Win: Ma che provider avete?
[2011/01/21 02:11]  Ewyn Raymaker: no, ho alice
[2011/01/21 02:11]  Win: Alice credo che cambi IP ogni volta che riavvii il router…
[2011/01/21 02:12]  Ewyn Raymaker: È ip dinamico
[2011/01/21 02:12]  Win: Quindi se avessi un alt ti basterebbe riavviare il router per farla franca
[2011/01/21 02:12]  Ewyn Raymaker: ma per farla franca di cosa?
[2011/01/21 02:12]  Win: Immagina di avere un alt con cui fai copybot… come faceva Andro
[2011/01/21 02:12]  Ewyn Raymaker: ho capito
[2011/01/21 02:12]  Win: Sei colpevole, meriteresti di non poter rientrare nemmeno con gli alt puliti… ma riavvii il router e sei a posto
[2011/01/21 02:13]  Ewyn Raymaker: quindi sto sicura 😉
[2011/01/21 02:13]  Win: Al contrario, immagina di essere Ewyn e di usare un IP che poi verrà usato da qualcun altro (o che lo è stato da qualcuno prima di te) e che si è fatto beccare con le mani nella marmellata…
[2011/01/21 02:13]  Ewyn Raymaker: si si capito
[2011/01/21 02:13]  Win: Ecco che ti trovi, innocente, a essere bannata da questo o da quello
[2011/01/21 02:14]  Ewyn Raymaker: si…
[2011/01/21 02:14]  Win: Sto mettendo a punto il post… il tema è difficile, perché è chiaro che Andro ha creato ‘sto oggetto per vendetta che l’hanno tanata… Ma da quel che leggo in giro è vero che ‘sto RedZone è pericoloso
[2011/01/21 02:15]  Ewyn Raymaker: perché frega pure gli innocenti?
[2011/01/21 02:15]  Win: Sì. Per esempio, ho letto che tutti gli utenti degli Emirati Arabi hanno anche loro un provider a IP unico, come Fastweb
[2011/01/21 02:15]  Ewyn Raymaker: tutti bannati? :O
[2011/01/21 02:16]  Win annuisce
[2011/01/21 02:16]  Ewyn Raymaker: vabbe’, e quanti saranno… :O li conterei sulle dita della mano, se potessi…
[2011/01/21 02:16]  WinthorpeFoghorn Zinnemann: Vabbe’, è il principio che conta… e poi, quanti saranno gli utenti di Fastweb?

Snapshot_001.jpgSnapshot_002.jpgDicevo che scrivere questo post è particolarmente delicato perché, senza dubbio, nel caso di Andro il sistema ha funzionato egregiamente nel farla individuare e diffidare dal farsi rivedere con un alt. È probabilmente solo l’irritazione per essere stata beccata che l’ha spinta a indagare sul Red Zone, e sarebbe legittimo sospettare in lei un desiderio di vendetta.

Eppure, quale che sia stato il motivo per cui l’indagine è stata avviata, la verità è che il Red Zone rischia di essere uno strumento più distruttivo che altro. Tanto per cominciare, pur individuando (e permettendo l’eliminazione di) Andromeda Sawson, non ha beccato l’alt che Andro usava da sempre come copybotter principale, con tanti saluti alle pretese di affidabilità. È come se un sistema infallibile di lotta al crimine avesse individuato un piccolo contrabbandiere di sigarette e non si fosse accorto dell’esistenza di Totò Riina. (Per la cronaca: ci ho pensato io a pretendere da Andro che il suo Riina venisse abbandonato)

Ma la cosa più grave, come spiegavo prima a Ewyn, è che un ban a tutti i presunti alt individuati tramite Red Zone si estende automaticamente a tutti coloro che hanno la sventura di condividere l’IP con qualcuno che si comporta male: tutti gli utenti di un provider “mono-IP” come Fastweb, oppure tutti coloro che si collegano da un medesimo Internet Cafè o, ancora, da una connessione wi-fi condivisa fra più utenti. In prospettiva, insomma, il rischio è di trovarsi una Second Life puntellata di aree proibite, senza motivo, a centinaia di visitatori che non sapranno mai il perché. Una situazione che trovo inaccettabile in un mondo che mi ha conquistata per come ti permette di sognare. Combattere la pirateria e i griefers va bene: ma non quando il risultato coinvolge chi non c’entra affatto.

Un modo molto semplice per difendersi dalla scansione c’è già. Il Red Zone riesce (quando ci riesce) a tracciare l’IP attraverso la funzione di Media Streaming. Se non vi è necessario ascoltare musica o vedere video quando siete in world, per evitare di essere tracciati vi basterà andare nelle Preferenze e disabilitare Play Streaming Media When Available.

fart1.jpgSe proprio dovete ri-abilitare la funzione, controllate prima che la land non sia sotto controllo di un terminale Red Zone. Uno strumento utile è quello che proprio Andromeda e il suo collaboratore Fart Admiral (un nome che, per chi sa l’inglese, è tutto un programma… ma anche il suo aspetto, come potete vedere, è fascinoso!) hanno messo a punto nei giorni scorsi: un piccolo HUD che, indossato, permette di verificare automaticamente se il luogo in cui ci si trova è o meno sotto controllo del Red Zone. Si chiama Green Zone e lo si può acquistare sul Marketplace a questo indirizzo:

https://marketplace.secondlife.com/p/GreenZone-Detect-zF-RedZone-Keep-your-privacy/1907392

GreenZone prod.pngIl prezzo, come vedrete, è molto basso (soprattutto se si pensa che serve a rendere innocuo un mastodonte da 4000 L$) ma, per evitare che si possa accusare Andromeda di sfruttare la sua disavventura a fini di lucro, ho chiesto e ottenuto di rendere il Green Zone disponibile in modo gratuito per un tempo limitato… anche perché il creatore di Red Zone, contattato da Andromeda, ha avuto un atteggiamento alquanto indisponente. Pertanto, una copia no transfer verrà inviata gratuitamente a chiunque me ne farà richiesta entro questo weekend. Basterà scrivere un commento qui sotto, entro e non oltre domenica 23 gennaio 2010 (farà fede la data del commento) e indicare il vostro nome in-world. Penserò io a inviarvi la vostra copia personale gratuita del Green Zone.

E un’ultima nota: anche se non giudico negativamente chi sceglie di utilizzare questo strumento, finché ci sono io il Red Zone non entrerà mai a Winsconsin. Preferiamo di gran lunga rischiare di avere qualche alt di troppo fra le scatole (e magari qualche copybotter pronto a rubacchiare) che tener fuori dalla nostra land chi non ha fatto nulla di male.

Regalo di compleanno

Non me ne sarei ricordata se non fosse stato per Facebook, ma oggi è il mio quarto rez day. Festeggiato, a sorpresa, con una visita inaspettata.

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Come sa chi ricorda il vecchio post “Mille giorni“, la mia Second Life iniziò con una falsa partenza: alla creazione del mio avatar seguirono infatti molti mesi di letargo prima che scattasse quel  qualcosa che mi fece finalmente capire che cosa potevo fare nel metaverso. Ecco perché il mio rez day l’ho sempre festeggiato di rado – al punto che da sola non mi accorgerei nemmeno della ricorrenza se non fosse per gli amici che mi fanno gli auguri.

Snapshot_005.jpgDa quando sono su Facebook, gli auguri si moltiplicano, ovviamente, visto che il social network provvede a segnalare queste date a tutti i tuoi contatti. Eppure ci deve essere qualcosa di più… una qualche speciale convergenza di stelle … perché stamane, nel collegarmi, ho visto che online c’era qualcuno che non vedevo da… oddio: dallo scorso ottobre!

Come aveva promesso, Jelena non se n’è andata per sempre. Diciamo che ha sentito il bisogno di rimettere i piedi un po’ per terra e concentrarsi un poco di più sulla sua Real Life. Un’esigenza che a volte ho sentito anche io e che credo sia comune a quasi tutte le persone che su Second Life riescono a farsi trasportare dalla fantasia in modo totalizzante. Saperlo fare è, senza dubbio, un dono – ma che a volte rischia anche di diventare una trappola e, soprattutto in certi periodi della nostra vita, è in grado di stimolare un distacco dalla realtà che può essere molto pericoloso.

Snapshot_007.jpgJelena, in questo periodo, sta riprendendo contatto con la sua RL – ma evidentemente, e per nostra fortuna, noi di SL le manchiamo abbastanza da farle venire voglia di tornare a salutarci anche durante questo periodo di letargo. E stamattina ho avuto la gioia di poter festeggiare il mio quarto compleanno proprio con lei. Un’oretta di abbracci, di chiacchiere con alcune delle persone più importanti della sua vita virtuale: Calypso, che fu Frine, e la sua Franca… Michela, sua assistente e sub (e non solo!)… e la sottoscritta.

settembre.jpgInutile perdere tempo nei dettagli delle nostre chiacchiere di stamattina: lascio parlare le fotografie. E me ne torno in-world, che ci sono parecchie novità che, per così dire, bollono in pentola. Lavoro e RL permettendo, vorrei che questo 2011 restituisse a me e alle persone a me vicine il tempo di sognare nel metaverso. Coi piedi per terra, ma con la testa saldamente ancorata nelle nuvole.

(qui accanto: una pagina del calendario 2011 della Fortezza. Grazie ancora, Fujiko, per avermi chiesto di posare ed aver utilizzato questa mia foto con Jelena)

Andromeda Sawson: Account Terminated

Pensiamo sempre di avere ancora del tempo davanti a noi. E poi, un giorno, scopri all’improvviso che è finito. Così, da un giorno all’altro, col cambiare di una data.

 http://win.myblog.it/media/00/01/2110590173.mp3
(prima di leggere quanto segue, per favore, cliccate qui sopra per far partire la colonna sonora appropriata)

Tomba_002.jpg

Lo scopro così, all’improvviso, da un messaggio dell’amica Ewyn Raymaker. Ewyn, che risponde al piccolo scambio avviato dagli auguri che Jelena ha voluto fare, a tutte noi, dal suo esilio nel mondo reale. E che, col suo tono inconfondibile, solo apparentemente distaccato e asciutto, sgancia una bomba:

Tomba_Andro-1.jpgRicambiando -sebbene con ritardo- gli auguri per un felice 2011 a voi tutte, sparo il primo botto dell’anno nuovo: camminando per la spiaggia mi sono imbattuta nella presunta lapide tombale di Andromeda con incisa la scritta “Killed by LL” (vedi foto allegata). Analizzando i dati sembra che il cippo sia stato messo da Pene in data 2 gennaio alle 21:10 circa; inoltre il profilo di Andromeda non compare più nel search. Se due indizi fanno una prova, stimo che Andromeda sia stata epurata dai Lindens a causa delle sue “attività illecite” di cui noi tutte conosciamo la natura. Tuttavia per averne certezza spero di incrociare Pene quanto prima, visto che pare sia l’unica al corrente dei fatti.

Mi sento come se il pavimento mi sprofondasse sotto. Potrebbe sembrare una balla, ma purtroppo è fin troppo plausibile. La mia Andromeda, creatrice di apprezzate linee di abbigliamento e, insieme a Pene Seetan, di ingegnose trappole e strumenti RLV, da un po’ di tempo aveva scoperto il piacere di certi client illegali che permettono di copiare abusivamente gli oggetti altrui. E si era scatenata.

mggrieving.jpgVoglio precisare che nessuno dei furti di Andromeda è mai avvenuto a fine di lucro. Gli oggetti da lei duplicati andavano a finire nella sua collezione personale. Nei casi sporadici in cui decideva di farne dono a qualcuno, si assicurava di renderli  non ulteriormente copiabili, per evitare di danneggiare l’autore. Questo lo so di per certo, perché io sono stata destinataria di un paio di regali del genere: un bellissimo anello realizzato con una squisita attenzione ai dettagli, e una sciarpa che avevo visto indossata proprio da Ewyn. Andro diceva di non sentirsi colpevole perché le cose che si procurava in quel modo non le avrebbe comunque mai comprate, e quindi l’autore non avrebbe mai ricevuto il denaro di cui lei lo defraudava. Io credo di averle risposto che la sola forza di un creatore di qualcosa è produrre negli altri il desiderio di acquistarlo: e che se lei questo desiderio lo soddisfava in modo illegale, il furto era avvenuto comunque. Ma devo dire che la discussione fu breve: passavo con Andro troppo poco tempo per aver voglia di mettermi a dibattere questioni di principio. Anche quando avevo beccato Jelena in attività affini non ero riuscita a trovare il momento giusto di affrontare il problema, e poi Jel se n’è andata prima che fosse possibile farlo.

Tomba_001.jpgSo che non avrei dovuto io per prima accettare da Andro quei due doni “sporchi”: a mia tenue discolpa posso solo dire che quando mi diede l’anello non avevo capito che fosse stato da lei rubato (anche se forse, a pensarci bene, l’avrei accettato lo stesso: come fa una ragazza a rifiutare un anello che qualcuno ha rubato pensando a te?). E quanto alla sciarpa di Ewyn, mi era parso di capire che era stata offerta per un tempo limitato, come gadget speciale, e che non era mai stata, nè sarebbe stata mai, in commercio – per cui, contraddicendo me stessa e gli ammonimenti che impartivo ad Andromeda – ero stata felice che lei potesse rubarmene una copia.

Ma la giustizia della Linden Lab è, se non velocissima, efficiente e implacabile. Ed ecco il messaggio che Andromeda ha ricevuto nelle prime ore del 2011. Da un indirizzo, fra l’altro, che per il modo stesso in cui è strutturato, non ammette repliche:

From: no-reply@secondlife.com
Sent: Saturday, January 01, 2011 5:24 PM

This email is notification that Linden Lab has terminated
your access to the Second Life virtual world due to severe
or repeated violations of the Second Life Terms of Service
or Community Standards. Your (account name ‘Andromeda
Sawson’) and alternate Second Life accounts have been
made permanently inaccessible.

Appeal Process: The decision to terminate your Second Life
access was reached after investigation of your use of the
Second Life software and service. If you would like to
appeal your termination, you may contact Second Life
Support, by opening a new support ticket with a subject of
“abuse appeal,” or in writing, at the address below:

…eccetera eccetera.

Qualcuno penserà che scrivo tutto questo per polemizzare. Non è così. La Linden Lab ha preso, temo, l’unico tipo di misura che possa arginare almeno in parte la piaga della pirateria che affligge ormai da anni qualsiasi bene digitale. Certo, la pena di morte decretata così, a sorpresa, dopo un’indagine avvenuta segretamente, sembra una misura draconiana. Ma va anche detto che in queste faccende la velocità è essenziale – e anche la chiusura dell’account rischia sempre di avvenire dopo che i proverbiali buoi sono scappati dalla stalla.

Tomba_003.jpgCome che sia, anche se si trattava di una sorta di taccheggio collezionistico, Andromeda era sicuramente colpevole del reato di cui è stata accusata. Contro questa decisione dei Linden non ci sarà appello da parte sua. E non c’è bisogno che sia io a vietarlo: lo sa benissimo anche lei. Andromeda Sawson è stata condannata e a noi che le abbiamo voluto bene non resta che ricordarla – magari portandole qualche fiore virtuale sulla tomba che, davanti all’ingresso della prigione, le ha preparato Pene Seetan.

Dove hanno fallito i rigori di Pandora e quelli della RR Prison, insomma, è riuscito il tribunale supremo di Second Life. Mentre nel cielo sopra Winsconsin, si alzano le note dell’Ave Verum di Mozart, Andromeda sta già preparando il suo rientro con un avatar nuovo, pulito ma, stavolta, votato a un comportamento irreprensibile. Per quanto mi riguarda, ho già messo da parte i L$ per ricomprarle al negozio di Marine Kelley, collare, manette e tutti gli accessori Real Restraints. E magari anche qualcosina d’altro. Le promesse di rigare dritto sono una bella cosa, ma sono stata una padrona troppo assente, negli ultimi mesi, e ho paura che sia tornato il tempo di imporre un po’ di disciplina.

Tomba_004.jpg

 

Qualcuno che saluta

Gli auguri di Natale non possono nascondere la verità, anche quando ha un sapore non del tutto dolce. E per questo, nel farli, voglio riportare il saluto di una delle persone che mi è stata più vicina negli ultimi anni.

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Mamma mia, mamma mia: era dallo scorso 13 ottobre che non aggiornavo questo blog. Un periodo lunghissimo, durante il quale anche la quantità dei miei collegamenti a SL ha toccato i minimi storici. Il che, visto quanto avevo scritto in uno degli ultimi post pubblicati, dovrebbe dirla lunga su quanto alcuni impegni professionali in RL mi abbiano di recente assorbita. Voglio ripeterlo una volta di più per chi mi vuole bene e sente la mia mancanza: se mi vedete poco in-world non significa che abbia problemi gravi ma solo che il lavoro (e alcune circostanze ad esso connesse) mi risucchia più di quanto non sia accaduto in tutti questi anni di Second Life.

Froughaddio_002.jpgkadiraddioscatenata.jpgNonostante questa ulteriore rarefazione della mia presenza, in questi mesi di cose ne sono successe. Ho cominciato più volte, e non sono mai riuscita a finire, un post che si doveva intitolare “Lucchetti” e in cui davo conto di una serie di novità importanti per quanto riguarda la mia famiglia più stretta. Su sua richiesta ho aperto, dopo molti mesi, la cintura di castità di Andromeda Sawson, che tuttavia continua a indossare ben saldo il mio collare. Ho offerto a Frough Spad la mia disponibilità a riaprirle il collare, concludendo quello che avrebbe dovuto essere un dominio estemporaneo e che è divenuto invece un rapporto complesso e prolungato attraverso rapimenti e banishment vari. Ho restituito a Kadira DeCuir le chiavi delle catene che, per fedeltà alla sua padrona, aveva tolto barando – ma che (brava!) non aveva resettato. Soprattutto, ho avuto un lungo incontro con Jelena Kiranov al baretto di Ewyn sulla spiaggia accanto alla prigione: un incontro al termine del quale, pur senza rimetterle il collare che avevo dovuto toglierle per il suo banishment, ho ricevuto da lei il controllo su uno strumento ancora più potente di controllo, il Mo’s Implant of Total Submission. Dopo diversi mesi di libertà, Jel tornava quindi a essere mia in modo definitivo.

Jelenamiadinuovo_003.jpg

E tuttavia, per forti che siano i sogni che Second Life ci regala, la RL è sempre più forte. E così, alla fine di novembre, ho ricevuto la lettera che riporto qui sotto, e che era destinata anche a Lella e ad alcuni altri membri della nostra famiglia. Il titolo della mail, da brivido, era “L’epilogo di Jelena”.

Ciao a tutte ragazze,
ho scritto e riscritto questa mail credo ormai una decina di volte, cancellando e riscrivendo e indecisa sino ad ora se inviarla o no.
Avrete notato che negli ultimi tempi sono stata decisamente assente e purtroppo recenti vicissitudini, niente di brutto o grave non vi preoccupate, mi terranno lontana da voi più a lungo del previsto.
Questa situazione mi fa sentire male, su SL ho vissuto esperienze ed emozioni anche forti e mi riprometto di tornare ma sinceramente non me la sento di dare false illusioni su date precise.
Credetemi se vi dico che quella che ho preso dopo lunghe riflessioni è una decisione sofferta.
Su Second Life ho riso, ho pianto e a volte mi sono persino arrabbiata più di quanto mi fosse mai successo nella vita reale, ho allacciato rapporti di amicizia che non hanno nulla da invidiare a quelli RL, quindi, ripeto, la mia scelta non è stata presa con leggerezza.

Questo non è un addio ma un arrivederci a quando potrò di nuovo venire in world con la leggerezza e lo stato d’animo corretto.

Jelena, la mia cara estensione nel metaverso, uscirà da tutti i gruppi e rinuncerà a ogni carica che possiede poi si recherà alla torre del WCF e si addormenterà. Non cancellerò le friendships dato che non so quando si risveglierà da questo sonno senza sogni ma quando lo farà verrà a cercarvi e osserverà i cambiamenti avvenuti.

Ovviamente terrò la mail aperta dato che non voglio perdere completamente i contatti con tutte voi.

Rivolgo le mie scuse a Lella se la carico dell’onere della mia parte di terra a Danim.

Arrivederci e un bacio a tutte mie care.

Jelena

Jelena2_004.jpegJelena_018.jpegInutile far finta che questa lettera non mi abbia toccata nel profondo. Come sa chi legge questo diario, Jelena è stata per me un’amica vera fin dall’inizio. Non solo ci siamo confortate a vicenda più volte sulle nostre vicissitudini professionali (che, destino ironico, ben di rado si sono sincronizzate: per cui finiva che quando ero disoccupata io, lei lavorava moltissimo, e viceversa!), ma siamo state vicine anche per questioni più personali. Quando Jel (o meglio la persona, a me ignota, che la anima nel metaverso) si è sposata in RL, abbiamo fatto tardi su SL per una grande festa di addio al nubilato per partecipare alla quale io mi alzai e me ne andai prima della seconda portata da una cena al ristorante con mio marito e alcuni cari amici – e senza inventare scuse, ma proprio dicendo loro “scusate, devo andare perché ho una festa su Second Life a cui non posso mancare”. Ecco.

A Jelena ho scritto subito dopo, ma non ho ricevuto ulteriori risposte – Jelena2_010.jpeg e non ne sono nè offesa nè delusa. So bene, sulla mia pelle, quanto sia forte l’attrazione di Second Life e quanto difficile sia prendersi una pausa, e conoscendo Jel molto bene approvo la sua decisione di dare un taglio netto. Soprattutto se la RL, come si arguisce dalla sua lettera, le impedisce di esserci col cuore oltre che con la testa. Quello che conta per me, molto più della sottile differenza fra un addio e un arrivederci, è che a spingerla ad allontanarsi non è “niente di brutto o grave”.

Jelena_015.jpegPerò non riesco a spingere il mio rispetto per questa sua decisione al punto di non darne conto su queste pagine. Lo faccio per me stessa, beninteso: ma sento di doverlo a quello che Jelena e io siamo state e, credo, saremo sempre. E anche un pochino a chi, nonostante il diradarsi dei post, continua a seguire un blog che, incredibilmente, anche a oltre due mesi dall’ultimo aggiornamento, riceve tuttora fra i cento e i centocinquanta visitatori unici ogni giorno.

Jelena_016.jpegJelena: so che ci ritroveremo, da qualche parte, in qualche modo. Ma anche se non accadesse, se la tua RL dovesse trattenerti da quel lato dello schermo su cui abbiamo condiviso tante avventure, ti auguro ancora una volta ogni bene. C’è un proverbio, credo, sudamericano, che dice più o meno “nessuno può toglierti quello che hai ballato”. Ecco, anche se quello che abbiamo “ballato” su Second Life dovesse restare solo un fatto del passato, nessuno potrà cancellarlo dalla memoria e dalla realtà, un tesoro di emozioni che mi apparterrà per sempre.

A te, a Lella, a Lorella, ad Andromeda, ad Ewyn, a Michela, a Nightwish… ma anche al mio bane Stefany, che forse sta finendo la sua pena e forse sta prendendo certe decisioni… a Frough… a Calypso e Franca… a Katia80 e Samy80 e a troppe persone perché possa anche solo cominciare a elencarle senza che l’elenco ammazzi completamente il senso, i miei migliori auguri di Buon Natale. Non importa che sia in RL o su SL, purché sia bello, sereno, rilassante e caldo come un abbraccio.

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