17/11/2009
Quello che adoro di Second Life
A margine di una chiacchierata, qualche sera fa, al carcere di Winsconsin. E dell'incidente cui ho dedicato il post precedente a questo.
Una delle cose più belle, quando si recupera un po' di spazio da dedicare a Second Life, è che il lavoro arretrato pian piano si assottiglia e torna la possibilità di passare qualche minuto a conoscere le persone - a volte con qualche RP, altre solo e semplicemente sedendosi lì a fare due chiacchiere. Per questo, qualche giorno fa, ho detto ad Andromeda che il WCF aveva bisogno di recuperare quelle panche che erano installate all'interno della vecchia prigione e su cui molto spesso capitava di accomodarsi per farsi visita, anche le volte che non si aveva nessuno da arrestare.
Le panche non erano lì nemmeno da 24 ore quando è venuta a trovarci Mandala Ryba, che in questo periodo è nostra vicina di casa in quanto affittuaria di un piccolo lotto non lontano dal WCF. Mandala, nella vita reale, fa la scrittrice ed è una delle pochissime persone che conosco in Second Life che non fa mistero della sua vera identità: è di Torino ed è autrice di gialli e libri fantasy che non vedo l'ora di cominciare a leggere. Non trovavamo mai l'occasione di fare due chiacchiere, così l'altra sera l'ho invitata apposta - anche perché finalmente mi è arrivata a casa una copia di Sarka, un romanzo che da tempo mi incuriosiva e che, grazie all'incoraggiamento di Mandala stessa, alla fine mi sono decisa a comprare.
Non trascriverò tutta la nostra chiacchierata dell'altra sera - soprattutto perché a un certo punto Mandala ha cominciato a farmi arrossire rivolgendomi complimenti esagerati anche per una egocentrica vanitosetta come me. Voglio però riportare qualche brano della discussione perché ci stava portando su un argomento che mi sta molto a cuore e che, per certi versi, forse spiega almeno in parte la fascinazione che Second Life ha per chi, come noi, ci dedica o ci ha dedicato parte del suo tempo libero.
[2009/11/12 13:45] Mandala Ryba: ti diro' il tuo blog e' affascinante
[2009/11/12 13:45] Mandala Ryba: molto spesso certe cose non le capisco
[2009/11/12 13:45] Win: Davvero? Immagino le parti tecniche... quelle in effetti sono solo per, diciamo, gli appassionati di RLV
[2009/11/12 13:45] Mandala Ryba: esatto
[2009/11/12 13:45] Mandala Ryba: ma l'insieme e' veramente ricco di fascino
[2009/11/12 13:45] Mandala Ryba: mi interessano molto le dinamiche ... diciamo sociali
[2009/11/12 13:46] Win: Mandala, beh... direi che siamo qui soprattutto per quelle dinamiche... da soli, gli script, servono a poco
[2009/11/12 13:46] Mandala Ryba: ah si decisamente
[2009/11/12 13:46] Mandala Ryba: e' quello il fascino
[2009/11/12 13:46] Mandala Ryba: la profondita' dell'animo dell'essere umano
[2009/11/12 13:46] Mandala Ryba: e' su questo piano che si rivela
[2009/11/12 13:47] Win: La cosa incredibile se una persona non la prova è quanto su SL, e nonostante la mediazione dell'avatar, vengano fuori le INFINITE sfaccettature delle persone
[2009/11/12 13:47] Mandala Ryba: si
[2009/11/12 13:47] Mandala Ryba: condivido questa osservazione
[2009/11/12 13:47] Mandala Ryba: sl e' veramente una sorta di prisma
[2009/11/12 13:48] Mandala Ryba: attraverso il quale le luci di un'anima o di uno spirito, tanto per non badare al sincretismo cattolico
[2009/11/12 13:48] Mandala Ryba: si divide in mille rivoli
[2009/11/12 13:48] Mandala Ryba: e qui dove siamo ora mi pare...
[2009/11/12 13:48] Mandala Ryba: un pozzo diluce ecco
[2009/11/12 13:48] Win: Io ho una teoria, che vale per Second Life ma anche... uhm, vediamo se riesco a spiegarmi...
[2009/11/12 13:49] Win: Allora... hai visto il film, "Up"?
[2009/11/12 13:49] Mandala Ryba: no ma ne ho letto tutto il possibile
[2009/11/12 13:49] Mandala Ryba: non vado mai al ci nema se non so la storia, come finisce e tutto il resto
[2009/11/12 13:49] Win: Io l'ho visto la scorsa settimana... e la prima mezz'ora ho pianto come non mi succedeva da ANNI, al cinema
[2009/11/12 13:49] Win: Non ci potevo credere... e anche mio marito si è commosso
[2009/11/12 13:50] Mandala Ryba: avra' toccato corde nascoste
[2009/11/12 13:51] Win: Un po' sì... se hai una certa età, appunto... insomma, pensi a cosa significa amare una persona, invecchiare... però...
[2009/11/12 13:51] Win: Ho notato che mi commuovo di più a certi cartoni animati... ma anche se vedo i musical... e mi è venuto in mente che Second Life...
[2009/11/12 13:51] Win: Cartoni, musical e second life.... hanno tutti un valore metaforico potente... sono un po' tutti dei... come una realtà stilizzata...
[2009/11/12 13:51] Lella Demonia dovrà andare a vedere il film
[2009/11/12 13:52] Win: Vacci, Lella, davvero... prima che lo smontino
[2009/11/12 13:52] Mandala Ryba: sì, aggiungi che in Second Life si e' protagonisti di quel cartoon
[2009/11/12 13:52] Mandala Ryba: e che non sai come va a finire
[2009/11/12 13:52] Win: La parte centrale è carina ma da bambini... ma i primi venti minuti e una certa scena finale che non ti dico... sono bellissimi
[2009/11/12 13:55] Win: È la storia di un vedovo che cerca di fare, da solo, quello che con sua moglie non ha mai trovato il tempo di fare
[2009/11/12 13:55] Win: È un film sulla fedeltà a se stessi, sul rispetto della memoria di chi non c'è più... e sulla necessità però anche di SUPERARE queste cose, perché la vita continua
[2009/11/12 13:55] Mandala Ryba: .. dovro' proprio andare a vederlo, suppongo...
[2009/11/12 13:56] Mandala Ryba: mi piacciono questi messaggi positivi
[2009/11/12 13:56] Win: Guarda, è DAVVERO bello e anche complesso, secondo me, non ovvio... non la solita cosa tipo "segui la fantasia che ti salverà"
[2009/11/12 13:57] Mandala Ryba: andro' a vederlo...
[2009/11/12 13:57] Win: Però, appunto, come dici tu... su SL siamo noi protagoniste e non sappiamo come finisce...
Qui la discussione ha poi preso per un po' una piega diversa, ma ci tengo a provare a completare qui il discorso. Per quello che mi riguarda, la fantasia non è solo uno strumento per fuggire dalla realtà ma anche un potentissimo filtro per osservarla da un punto di vista diverso. Un buon romanzo di fantascienza non è letteratura di evasione ma un modo per parlare, sotto metafora, di alcune realtà sociali, politiche ma anche emotive - e basterebbe pensare a quello che un libro come Eudeamon ci racconta sull'animo umano per capire cosa intendo. Una canzone d'amore diventa universale quando riesce a dirti molto senza andare troppo nel dettaglio, aprendosi alla tua storia ma anche alla mia, alla sua, tutte diverse ma tutte con la stessa base comune, che può essere il desiderio di amare ed essere amati, la paura dell'abbandono. la gratitudine dell'esistenza dell'altro. Allo stesso modo, ancora, un capolavoro come UP! non è la storia di un vecchietto che lega la casa a un miliardo di palloncini e fugge da una realtà ormai insopportabile, ma una storia che racconta la necessità per ciascuno di noi di essere coerenti cercando, allo stesso tempo, di non diventare schiavi di se stessi, dei propri ricordi più o meno dolci, delle proprie regole.
Oggi, gli effetti speciali sono sviluppati a tal punto che una storia come quella di UP! avrebbe tranquillamente potuto essere girata dal vero. Ma avrebbe avuto lo stesso impatto? Io credo di no: perché se, al posto del vecchietto disegnato avessero usato, che so, Jack Nicholson o Morgan Freeman, avremmo avuto un personaggio troppo vicino a (o troppo diverso da) qualcuno che magari conosciamo, o potremmo conoscere. Invece no: il protagonista è un disegno, addirittura un avatar digitale. Una maschera, un segnaposto su cui ciascuno di noi può proiettarsi in modo totale, prendendo quel che ci assomiglia e scartando istintivamente quello che non. Lo stesso, almeno per me, accade su Second Life: dove tutti siamo un po' quello che di noi riusciamo a trasmettere mediante le parole e i comportamenti, e un po' (ma non poco) quello che gli altri proiettano, di se stessi, su di noi. Io so di essere Win, ma so anche che la Win che conosce chi la frequenta è in gran parte frutto dell'immaginazione di quelle persone.
Forse anche nella nostra Real Life siamo, in parte, maschere, metafore di noi stessi, protagonisti della nostra storia personale e personaggi collaterali nelle vite degli altri, ma su Second Life questa sensazione è rafforzata dal fatto che la maschera dietro a cui ci nascondiamo - e grazie alla quale possiamo concederci una sincerità maggiore di quella che la vita reale a volte ci consente - è sempre presente ed è impossibile ignorarla. Siamo, appunto, parte di un grande disegno animato del cui esito siamo responsabili solo in parte e che consente - a chi ha la fortuna di sapersi abbandonare alla fantasia mantenendo aperti gli occhi e il cervello - di amplificare la propria capacità di sentire le emozioni. È, di nuovo, l'idea di umanità accresciuta di cui parla Giuseppe Granieri in quel libro che ho letto qualche tempo fa: offrendoci nuove modalità comunicative, Internet non si limita ad eliminare le distanze ma ci espone a, come dice Mandala, dinamiche sociali che in gran parte prima non esistevano, e che tutti quanti scopriamo giorno per giorno, via via che il nostro futuro si trascolora nel presente per diventare subito passato.
[2009/11/12 14:00] Win: Sai cosa adoro di SL?
[2009/11/12 14:00] Mandala Ryba: si?
[2009/11/12 14:00] Win: Che è forte come... che ha la stessa potenza dei migliori cartoni animati, la forza metaforica, no? Però...
[2009/11/12 14:01] Win: ...però non sei schiava di una storia scritta da qualcun altro... la scrivi tu con le persone che incontri, come la vita reale
[2009/11/12 14:01] Win: Per me questo è dirompente!
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: assolutamente d'accordo
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: anche se io credo
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: che certe potenzialita'
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: certe caratteristiche di un avatar
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: non possano non essere anche nell'umano dall'altra parte
[2009/11/12 14:01] Mandala Ryba: magari sono celate
[2009/11/12 14:02] Mandala Ryba: ma qui deflagrano
Ecco, qui ho ancora qualcosa da aggiungere. Sicuramente è vero: su Second Life, molte qualità e molti difetti - molte caratteristiche, appunto - deflagrano grazie alla famosa maschera che indossiamo tutti, alla libertà con cui possiamo esprimerci... ma anche a causa dell'opposto della libertà. Vivere su Second Life, infatti, ci sottopone a pesantissime restrizioni comunicative, rispetto alla nostra vita reale: il fatto che su SL i gesti siano, quasi necessariamente, animazioni prefabbricate ci spinge per forza a una stilizzazione. Fra avatar ci abbracciamo molto più di quanto avvenga nella vita reale anche perché, ad esempio, non disponiamo di animazioni più articolate - o non abbiamo il tempo di scrivere un emote che indichi con più precisione il gesto che vorremmo dedicare a una certa persona. Dobbiamo, necessariamente, semplificare - vale a dire, di nuovo, diventare cartone animato, canzone, metafora, stilizzazione aperta all'interpretazione dei nostri interlocutori.
In tutto questo, l'età apparente dei nostri avatar non è affatto un dettaglio. Il fatto che su SL siamo al 90 per cento giovani, belli (e femmine, vogliamo dire anche questo?) non significa solo che la maggior parte delle persone vorrebbe essere una bella ragazza di vent'anni, ma, credo, anche che l'intensità delle emozioni offerte da Second Life ci riporta direttamente alla nostra adolescenza. Una come me, che ha superato i quarant'anni, ricorda i suoi teen come il periodo della scoperta e messa a fuoco delle proprie emozioni, personalità e sentimenti: l'epoca in cui tutto ti investe, all'improvviso, prima che tu abbia avuto modo di munirti degli strumenti per affrontare l'ondata. Emozioni pure, sconosciute, a volte terrificanti, a volte indescrivibilmente dolci, o tristi o capaci di scatenare furie distruttive. Quando siamo adolescenti siamo più vulnerabili, ancora senza quel guscio che, se da un lato ci permette di sopravvivere ai sussulti della vita, dall'altra un po' ne attutisce anche le cose belle, riducendo la nostra capacità di meraviglia.
Ecco, credo che per me Second Life sia anche questo: un luogo dove torno ad essere, per un poco, la ragazzina che sono stata fra i miei quattordici e i miei ventiquattro anni. La stessa vulnerabilità, la stessa attitudine a mettere il cuore in gioco in ogni momento. Con, in più, quel poco di saggezza che nei decenni successivi la vita spero mi abbia dato (e che mi ha insegnato a fare il possibile per evitare di ferire gli altri)... e, in meno, la paura del futuro che, all'epoca della mia adolescenza, mi accompagnava ogni giorno. Oggi ho una vita reale che - con gli inevitabili alti e bassi - mi rende ogni giorno felice... e anche questo mi permette, quando il tempo me lo consente, di godermi tramite Win un ritorno a quei tumulti che, venti o venticinque anni fa, mi squassavano in modo invincibile. Qui su Second Life posso giocare a "non sono più tua amica, anzi sì, anzi no" come ho raccontato nei post che precedono questo. Posso giocare di nuovo al gioco della seduzione ben sapendo che, appunto, è un gioco (anche se molto, molto serio) sia per me che per le persone con cui ho la fortuna di condividerlo. Siamo solo avatar, dopo tutto, no? Anzi, fatemi togliere il "solo", perché il concetto di avatar non è necessariamente solo riduttivo rispetto a quello di persona: è qualcosa di meno ma anche qualcosa di più.
Siamo umanità accresciuta, ma non perché essere un avatar sia più di essere una persona. Siamo umanità accresciuta perché abbiamo saputo cogliere la possibilità di essere, simultaneamente, una cosa e l'altra.
18:41
Scritto da : winthorpe
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14/11/2009
Una spiegazione breve ma importante
Risposta articolata a una domanda, ricevuta in privato, sulla mia insolita reticenza a fare i nomi nel corso del post precedente. Con un aggiornamento sulla mia rimozione dai contatti di qualcuno.
Tenere un diario pubblico ha un rischio che non puoi aggirare: che quanto scrivi può produrre un effetto immediato su quanto vivi. Nel momento in cui scrivo la mia opinione su qualcuno, immediatamente ne metto a conoscenza quella persona (oltre a chiunque altro provi qualche interesse a leggere i miei piccoli deliri) il che non può non avere influenza sul mio rapporto con lei.
Per una come me, che tende per sua natura a rifuggire il confronto diretto preferendo l'allusione, questa situazione potere rischia di trasformarsi nella tentazione di usare il mio minuscolo potere mediatico in modo prepotente e forse anche un po' vile, comunicando urbi et orbi anche cose che dovrei forse dire a una sola persona. Credo di aver commesso questo errore, almeno in parte, nei momenti più cupi del mio rapporto con Belias (me ne sono scusata con lei più di una volta e mi sento di farlo ancora anche se per motivi che comprendo benissimo preferisce non leggere più queste pagine) e, anche se rifiuto di autocensurarmi quando ho qualcosa che mi preme dire, in genere cerco di evitare di usare il blog come strumento di pressione, intimidazione o manipolazione.
È solo per questo che non ho fatto, nel post che precede questo, il nome della persona che mi aveva rimossa dai suoi contatti. Poiché in genere non mi so, come si dice a Roma, tenere un cece in bocca, qualcuno si è incuriosito per quella mia insolita reticenza e mi ha scritto per sapere se potevo svelare il mistero. In realtà, quel nome era tutt'altro che segreto, nella cerchia stretta della nostra famiglia, ma non potevo farlo in quel momento senza prendere il tono di certi talk show gossippari del peggior pomeriggio televisivo. Nel post volevo esprimere solo quello che la rimozione dai contatti di qualcuno mi aveva fatto provare: così ho fatto, e tanto meno intendo puntare il dito ora che l'incidente è rientrato felicemente con una riconciliazione reciproca. Anche per questo, questi primi paragrafi del post li pubblico senza fotografie e così intendo lasciarli salvo che la persona interessata non mi comunichi espressamente il permesso di metterle in un secondo tempo.
Dirò solo che la mia cancellazione era stata la conseguenza di una proposta, molto radicale, che io avevo fatto a quella certa persona in seguito alla sua richiesta di intervenire in una situazione che ne riguardava anche una terza. Sebbene io tenda in genere a non intromettermi negli affari degli altri, chi mi chiede di farlo mi invita letteralmente a nozze, perché mi legittima a tutti gli effetti a scatenarmi. Non ho voluto rispondere alle accuse che ho ricevuto di essere in preda a delirio di onnipotenza o di ambire a un controllo sugli altri che nemmeno la Stasi, perché il mio intervento era stato espressamente richiesto, non offerto volontariamente. E non ho voluto rispondere all'accusa di voler essere una burattinaia delle vite altrui perché, semplicemente, la ritenevo infondata. Rispondere ad accuse del genere avrebbe significato per me legittimarle e dare l'impressione di volermi giustificare per non affrontare fino in fondo le conseguenze delle mie decisioni - che invece, in quella situazione, ripeterei tali e quali. Ci tenevo invece a che la crisi si sciogliesse da sola e visto che così, per fortuna, è stato, queste righe mi consentono di spiegare il mio comportamento a tempesta placata.
Avrei molte altre cose da raccontare, ma siamo nel weekend e il tempo mi manca. Ne riparliamo a partire da lunedì. Per oggi mi limito ad annotare che l'influenza che mi ha colpita la settimana scorsa mi ha concesso un po' di tempo per avviare la riorganizzazione del WCF (la lista dei candidati è stata ampiamente sfoltita e abbiamo ricominciato con gli arresti), per godermi un po' di tempo con Andromeda, Lorella e Jelena (e anche Lella, anche se nelle ultime settimane era quella che avevo avuto la gioia di incontrare più spesso) e anche per ricevere qualche visita gradita come quella di Mandala Ryba, una nostra vicina di casa che in RL fa la scrittrice. Durante una piacevole serata nel piazzale del WCF, e partendo da un romanzo che Mandala mi ha consigliato e che mi preparo a leggere, abbiamo fatto una bella chiacchierata su cui vorrei tornare appena possibile.
17:41
Scritto da : winthorpe
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06/11/2009
Dietro le maschere
Una domanda sommessa da parte di Lella, e una brevissima riflessione su come SL ci renda, a volte, molto più vulnerabili di quanto siamo disposte ad ammettere.
Mi piace sempre citare, quando parlo di Second Life, quella frase di Oscar Wilde sul fatto che la verità si dice, più facilmente, quando si indossa una maschera. Ma come tutti gli aforismi anche questo, proprio come una maschera, nasconde una parte della verità. Così che, ogni tanto, capita qualche sorpresa: quando la maschera - o, per uscire dalla metafora, la mediazione di Second Life all'interno di un rapporto - produce effetti che rischiano di farsi interpretare nel modo sbagliato, soprattutto se capitano alla fine di una giornata non particolarmente piacevole.
Proviamo a spiegare nel dettaglio. Questa settimana, la RL mi ha concesso qualche spazio in più per affacciarmi in-world e, inevitabilmente, ne ho approfittato per cercare di recuperare. Recuperare il piacere di vedere appena possibile Andromeda, Jelena, Lella e Lorella, prima di tutto, ma anche cercare di affrontare innumerevoli questioni che si erano accumulate. Dovevo parlare con Ollalla Sugarbeet di un nuovo progetto intercarcerario (che, molto più della Grey List, potrebbe permettere una maggiore interazione fra le guardie e i prigionieri di strutture diverse). C'erano diversi Bane da sistemare, due dei quali erano italiani e non erano persone qualsiasi: una, Ewyn Raymaker, è una cara amica più volte citata su queste pagine - e fra l'altro è uscita dal banesuit in un tempo record (e, aggiungo, senza che l'esperienza, non proprio in linea con le sue fantasie, l'abbia colpita più di tanto). L'altra, Stefany McAndrews, è stata schiava di Belias per un po', adesso appartiene a Francesca72 e, a differenza di Ewyn, sta accumulando giorno dopo giorno una quantità di violazioni che rendono sempre più lontana la data del suo rilascio. Le foto di questa pagina sono state scattate durante il loro trattamento. C'erano poi amiche e amici che avevano bisogno di un abbraccio, di un consiglio, di un orecchio amico in cui riversare i loro tormenti... o anche solo di fare due chiacchiere dopo tanto che non ci si sentiva. Senza contare che l'attività del WCF, in mia assenza, sembra aver notevolmente rallentato a causa di troppe guardie che battono la fiacca o che sono impegnate altrove.
C'era, per farla breve, un sacco di Seconda Vita da vivere. Ma vivere, lo sappiamo tutti, è un'attività che lascia ogni giorno segni profondi, qualche volta lasciandoti qualche graffio, per cui il mio parziale ritorno in-world non è stato privo di contraccolpi. Un piccolo dolore, che in parte mi aspettavo, è stato ad esempio scoprire che il buon Dirk Massiel, patron di Stonehaven, ha deciso di sfoltire la lista degli Stonehaven Warden, mantenendo in carica solo quelli che negli ultimi mesi hanno effettivamente frequentato la land. Da 25 Warden, quindi, la lista è stata ristretta a 9 e io, che non mi faccio vedere da mesi (salvo sporadiche e sempre più rare apparizioni) sono tra i nomi che sono stati rimossi. Dirk ha avuto la delicatezza di scrivermi, ovviamente: io gli ho detto che capivo benissimo la sua scelta (io stessa dovrò decidermi a dare una bella ripulita alla lista delle guardie del WCF, verificando chi davvero vuole continuare ad esserlo), lui mi ha risposto che a sua volta capiva benissimo i motivi, quasi tutti felici, per cui da tempo manco da Stonehaven.
Se la vita è un viaggio, il bagaglio che possiamo portarci dietro è limitato. Second Life, da quando non pone più limiti a quello che possiamo tenere nel nostro Inventario, ci dà l'illusione di poterci portare dietro tutto quello che abbiamo. Ma gli impegni, le persone, le emozioni, quelli possiamo accumularli solo fino a un certo punto: a meno di non rinunciare del tutto alla RL, l'idea di essere Warden di Stonehaven, Bane Operator, proprietaria del WCF, padrona di quattro collari e autrice di un blog come questo è, semplicemente, irrealistica. Perdere lo status di Warden del luogo dove ho cominciato a scoprire il BDSM virtuale è stato un dispiacere ma, visto che a qualcosa dovevo per forza rinunciare, è giusto che sia stato Stonehaven. Che resta, comunque, un luogo dove mi sento sempre benvenuta.
Poi però certe cose capitano tutte insieme. A pochi giorni dalla comunicazione con Dirk, ieri noto la scomparsa dalla mia lista dei contatti di qualcuno che appena poche ore prima manifestava nei miei confronti un atteggiamento molto diverso. Non intendo andare nei dettagli, in questo caso, perché sarebbe un discorso molto lungo e complesso: conosco quella persona da un po' di tempo, i motivi di certe sue oscillazioni, e da tempo ho deciso di accettarli per quello che valgono, e accettare quella persona per quello che è, senza prendermela per certi scatti improvvisi. Ma decidere di non prendersela non equivale sempre a riuscirvi, e se qualcuno mi rimuove dalla sua lista dei contatti non posso prenderla a cuor leggero - tanto più quando, come in questo caso, lo si fa in silenzio, senza una parola di commiato o di spiegazione, e con l'aggiunta di un'altra coltellatina nella schiena su cui preferisco sorvolare. Ho preso atto della cosa con la massima freddezza possibile e, davanti a una porta che si è chiusa, ho chiuso anche io la mia, rimuovendola a mia volta quella persona dai miei contatti di Facebook. Chiuso l'argomento e pagina voltata, per quanto mi riguarda.

Per completare degnamente la giornata, ieri pomeriggio, invece di tornare subito a casa dopo aver finito di lavorare, avevo deciso di concedermi un'oretta su SL... Mi sono connessa, e di lì a due o tre minuti ho avuto la gioia di veder comparire online Lella prima e Lorella subito dopo. Una gioia che è diventata immediatamente disperazione quando il mio capo è comparso all'improvviso con un lavoro urgentissimo da fare entro quella sera stessa. Ho dovuto spegnere subito, senza fare quasi a tempo a salutare, e mettermi sotto a sbrigare quelle pratiche. E quando sono tornata a casa mi sono dovuta portare dietro un po' di arretrati su cui ho lavorato fino a tardi.
Per tutti questi motivi, quando dopo cena mi sono collegata brevemente a SL per un momento di fuga prima di rimettermi al lavoro, il mio umore non era certo dei migliori. Lo Spy mi ha informata che la mia Lella era online in compagnia della sua Nightwish, così ho deciso di astenermi, stavolta, dal teleportarla immediatamente fra le mie braccia: Dopo tutto, visto che ho dato a lei e a Night il compito di scattare le fotografie per il prossimo post sull'Autolock, non potevo non lasciar loro il tempo di farlo. E poi, lo so che non dovrei confessarlo... ma anche quando sono padrona del collare di qualcuno ho qualche difficoltà a interromperla se la vedo impegnata con qualcun altro. Comunque, di certo Lella mi avrebbe salutata non appena si fosse accorta che ero online.
Invece i minuti passavano e mentre io mi occupavo dell'amministrazione del WCF, cercando di sfoltire una lista ormai lunghissima di candidati e facendo conversazione con Daid5, Lella restava a parlare con Night. Mentre sbrigavo le mie faccenduole, la seguivo grazie allo Spy ma ogni tanto non potevo fare a meno di chiedermi se, per caso, l'affetto della micetta non l'avesse distratta al punto da far sì che non si accorgesse che ero online. Mi sentivo paralizzata tempo da pulsioni contrastanti: il desiderio di sentire la voce di Lella e quello di non dover essere io a chiamarla per prima, la voglia di vederla inginocchiarsi davanti a me e quella di non interrompere un suo momento tenero con Nightwish. E, sotto sotto, lo stesso dubbio che mi tormentava ai tempi di Jelena e Frine: su quanta libertà sia oppurtuno restituire a chi ti ha donato la sua.
Questo dubbio non è durato a lungo, per fortuna. A un certo punto, sento Lella che si congeda da Night dicendo che ha qualcosa da fare. E pochi istanti dopo la vedo comparire nel piazzale del WCF. Mi si avvicina, mi chiede con voce sommessa "È arrabbiata con me?", e già in quel momento sento svanire nel nulla qualsiasi cattivo pensiero. Le carezzo la testa, confessando che al mio collegarmi mi sarei solo aspettata almeno un IM di saluto. E scopro che, come a volte succede, Second Life ci ha messo lo zampino: Lella, il suo saluto, me lo aveva inviato nell'istante stesso in cui mi ero collegata ma, a causa di chissà che misterioso bug, non solo a me il suo IM non era arrivato (l'ho ricevuto solo dopo, in mail, figurarsi!) ma, a lei, io risultavo essere offline. E il motivo per cui è venuta da me è che solo pochi attimi prima ha ricevuto, dal suo collare, il messaggio che la sua keyholder è adesso online - questo nonostante io sia collegata da oltre mezz'ora.
Abbraccio Lella, e stavolta non so chi delle due si aggrappi all'altra con più forza. Il distacco da Stonehaven? Una persona che ti azzanna la mano con cui credevi di confortarla? Il capo che ti ammolla un lavoro imprevisto all'ultimo momento? Che importa, quando, anche per pochi minuti, ho una testolina bionda da carezzare.... sapendo bene che quella testolina, nello stesso momento in cui io mi facevo venire i miei pensieri malinconici, forse credeva a sua volta che fossi io ad ignorarla. Tutto questo solo perché Second Life era in vena di dispetti e faceva pensare a ciascuna di noi la cosa sbagliata.
Evviva le maschere, insomma. Ma ricordiamocelo sempre: dietro la maschera, nessuno può vedere se stai piangendo.
16:47
Scritto da : winthorpe
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