19/01/2013
Ancora viva
Un saluto veloce per augurare a tutti il nuovo anno. E per raccontare cosa mi è successo stamattina, dopo essere entrata su SL per quella che pensavo sarebbe stata una visita di una mezz'ora
Più di un anno che non aggiornavo questo blog con un nuovo post? Il tempo vola quando ci si diverte, dicono. Ma vola anche quando si sta lontani da casa, catturati in quel fascinoso gioco che chiamano Real Life e che a volte moltiplica le sue attrazioni al punto che ti lascia pochissimo tempo per affacciarti in-world. Così che le visite si diradano e il controllo periodico della mailbox diventa sempre più sporadico - anche perché più passa il tempo e più ti rendi conto che prima o poi troverai brutte notizie: di collari che si sono arrugginiti e che qualcun altro vorrà cominciare a lucidare, di persone che nessuno potrebbe biasimare se si fossero stancate di aspettarti.
E non è mica solo questo. Al di là delle relazioni personali, anche Second Life va avanti. Ti rendi conto che praticamente non sai cosa sono le mesh, che probabilmente metà di quello che hai nell'inventario sarà da buttare, che Marine Kelley ha messo sul mercato altri prodotti fantastici che non conosci affatto. Ti chiedi, quando pensi di poter trovare una mezz'ora per affacciarti, da che parte cominciare per riprendere il filo e, di solito, finisci per scoraggiarti. E scegli altro: un libro da leggere, qualcosa in TV, tentare una nuova ricetta.
Più o meno in questo modo è volato via tutto il mio 2012. E questo nonostante il fatto che le rare volte in cui ho trovato la forza, la voglia e il tempo insieme per entrare, quasi sempre ho avuto belle sorprese: Moss che mi invitava a vedere il nuovo skybox, Lella che mi raccontava di come la sua salute RL fosse decisamente migliorata (e mi rassicurava sul fatto che il suo collare restava al suo posto), Ewyn che mi diceva di aver fatto amicizia con Belias, Michela che mi aggiornava su Jelena, Fart e Andromeda e le loro crociate contro il male, Nightwish, Elena, Francesca, Illillicu, Cielo e chissà quanti altri che mi mandavano un bacio e l'augurio di rivederci presto.
E poi, naturalmente, c'è il blog. Un blog non aggiornato ormai da tredici mesi e che sopravvive testardo alla sua autrice, continuando a ricevere ogni giorno fra le due e le trecento visite. E su cui, da qualche tempo, ho visto ricominciare ad apparire i commenti di visitatori nuovi che, a quanto ho letto, su Second Life sono anche particolarmente attivi. È stato proprio l'ultimo scambio, con Nikki, nei commenti al mio fin qui ultimo post (insieme agli auguri di Moss per il mio rez day!) che stamattina mi ha invogliata ad affacciarmi in world, e a fare due passi prima a Pak (dove ho comprato senza un attimo di esitazione, l'ultimo prodotto di Marine, il Siren Rope Set, che a quanto vedo dalle fotografie è destinato a sostituire completamente le da me amatissime corde shibari) e poi nel giardino di Zhora. Dove, pochi istanti dopo, mi ha raggiunta proprio Nicoletta, che in questo periodo è inquilina entusiasta di Marine e di Ollalla. Mi ha invitata a entrare nel suo gruppo, Italian Kidnap, promettendomi addirittura un tag speciale tutto per me. Ed è arrivata a darmi un benvenuto speciale, con la notice che riporto qui accanto.

Abbiamo chiacchierato solo qualche minuto, poi mi sono avviata a Lineside per aggiornare, ancora una volta, tutta la mia collezione di Real Restraints. Ma nel frattempo avevo cominciato a ricevere alcuni IM di saluto fra cui quelli di Belias. Che è, beh, sempre e più che mai Belias: qualcuno che non esita ma fa quello che le viene in mente, al volo, senza farsi domande e, soprattutto, senza fartene. In pochi istanti mi sono trovata completamente nelle sue mani, strettamente imbavagliata con scotch da carpentiere, ammanettata, chiusa in una scatola, trasportata in un salotto imbottito da un tappezziere particolarmente generoso.
Beh, senza che me ne accorgessi, quella che doveva essere una mezz'oretta di connessione si è rapidamente allargata a occupare praticamente tutta la mattinata. Un ottovolante di emozioni che non avrei creduto di poter provare di nuovo ricollegandomi, a freddo, dopo mesi e mesi di assenza. Quel senso travolgente di pericolo, di vertigine, di meraviglioso sprofondamento in un vuoto senza fondo, che è inutile cercare perché è lui che ti trova quando meno te lo aspetti, senza che tu possa scegliere.

In fondo, è così che si dovrebbe vivere sempre: senza aspettare un momento giusto che potrebbe non arrivare mai, senza pretendere di essere preparati o di avere un piano preciso. Bisogna vivere e basta perché, così come le brutte notizie e le emozioni cattive, anche quelle belle arrivano senza che tu abbia potuto prepararti. Bisogna accettare il pacchetto nel bene e nel male, lasciarsi andare alla corrente e godersi le rapide.
La mia RL esige la mia attenzione e so che ben difficilmente potrò essere la Win di un tempo in termini di ore passate online, di responsabilità e di frequenza. Però ho visto che per quello che riguarda le emozioni sono sempre Win. E chissà, forse un buon proposito per l'anno nuovo potrebbe essere di cercare di esserlo con la leggerezza che la vita ci chiede, sia di qua che di là dallo schermo del computer.
12:51 Scritto da winthorpe | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
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17/12/2011
La fine di Winsconsin
Una notizia da dare con un po' di malinconia. Ma soprattutto con la consapevolezza che, come dicono in Argentina, "nadie te puede quitar lo bailado"
Ho voluto che la notizia fosse chiara fin dal titolo: Winsconsin sta per chiudere. A oltre due anni dal giorno in cui Lella l'ha acquistata dandole il mio nome, l'isola è stata messa in vendita al miglior offerente. Tutto quello che vi è stato costruito, incluso il WCF, verrà restituito ai legittimi proprietari.
La scelta è dolorosa ma inevitabile. Per Lella, che fin dal primo giorno è stata la nostra mecenate, il peso economico per il mantenimento di un'intera sim è ormai troppo oneroso - nonostante il contributo di chi ha preso in affitto alcune zone per metterci la propria casa. 295 dollari USA al mese solo di tasse (in aggiunta al costo originario di acquisto della sim, che ammontava a ben 1000 dollari) sono divenuti un peso eccessivo, anche considerando che negli ultimi mesi, per motivi che non ha senso qui stare ad enumerare, il tempo che ciascuna di noi (io per prima) ha passato a Winsconsin si è sensibilmente ridotto. Da qui la decisione, che ha il mio pieno appoggio. (Anzi: se qualcuno che ci legge sta cercando un'isola, che non esiti a farsi vivo subito!)
La Fontaine mi ha insegnato tanti anni fa che poche cose sono più tristi di sentire qualcuno dire "l'uva è acerba" solo perché in realtà non riesce a prenderla. Direi quindi una bugia se affermassi che la notizia mi lascia indifferente: naturalmente la chiusura di Winsconsin provoca in me, e nella maggior parte delle persone che ci ha passato del tempo piacevole, una certa malinconia. Ma per me un'altra maestra di vita è stata Pollyanna, la piccola protagonista di un romanzo pubblicato nel 1913 da Eleanor H. Porter, e forse è da lei che ho imparato come in ogni brutta notizia si debba sempre cercare l'elemento positivo
Winsconsin è stato un luogo magico, un punto di aggregazione, una casa... ed è stato anche il quartier generale del Green Zone e, quindi, della nostra guerra vittoriosa contro il Red Zone. E poi è stato luogo di invenzione, di follie, di sperimentazioni. Ma è stato anche, forse inevitabilmente, fonte di preoccupazioni, di fatica e di stress. Gestire una prigione come il WCF non è mai stato una passeggiata: prima per mettere a punto i sistemi di sicurezza e le regole, poi per la scelta e la gestione dello staff, infine per la gestione quotidiana. Un lavoro che era per tutte noi soprattutto un gioco ma che era affrontato con un certo senso di responsabilità quasi da servizio pubblico. Col rischio frequente di dover scegliere fra la nostra vita privata e quella pubblica di owners, privilegiando spesso la seconda.
Negli ultimi mesi, la fatica quotidiana della gestione e dello sviluppo del WCF è toccata in larga misura alle Warden e a un pugno ormai ristrettissimo di guardie - e anche loro, di recente, hanno dovuto progressivamente diradare l'impegno. È giunto il momento di riconoscere che l'esperienza ha fatto il suo tempo e chiudere, prima che la desertificazione rischi di cancellare i ricordi entusiasmanti che associamo a questo luogo. Il bello di Second Life è anche che il meraviglioso ecomostro che abbiamo eretto sulla nostra bella isola potrà essere smantellato senza gravi conseguenze per l'ambiente. E il WCF potrà restare, nei ricordi nostri e di chi lo ha frequentato, come un luogo del cuore preservato per sempre dal declino e dal cambiamento. Un proverbio argentino che credo di aver già citato su queste pagine recita: "nadie te puede quitar lo bailado". Nessuno può più toglierti quello che hai ballato.
Mi scriveva Pene Seetan proprio ieri, quando ho scritto a lei e Anastasia per dar loro la notizia, che each end is a new beginning. Sono d'accordo, naturalmente: soprattutto perché siamo noi stessi la nostra casa e ce la porteremo dietro ovunque andremo. Non è escluso che il WCF ricompaia un giorno, magari su Open Sim o da qualche altra parte, o magari in forma ridotta. Ma se non succedesse, e fino a quando non dovesse succedere, ciascuna di noi continuerà a vivere la sua seconda vita con divertimento, partecipazione e, magari, con un po' più di abbandono e meno peso sulle ali.
AGGIUNTA LUNEDI 19 DICEMBRE: A parziale correzione di quello che ho scritto sopra, riporto qui un messaggio ricevuto da Lella (e anticipato da una nota mandatami da Nightwish su Google+:
Insomma, il WCF resta attivo, anche se ridimensionato e trasferito! Ne riparliamo presto ma, nel frattempo, ricordate che l'isola di Winsconsin è tuttora in vendita!
17:26 Scritto da winthorpe in Giorno per giorno | Link permanente | Commenti (13) | Segnala | OKNOtizie |
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18/10/2011
[Per chi sa l'inglese] Un documentario da vedere
Solo una veloce segnalazione per avvertire che, per tutta questa settimana, è possibile vedere in streaming un documentario che si promette molto interessante. Su di noi.
Qualcuno di voi lo sa: negli ultimi mesi la mia presenza su Second Life continua ad essere rara e irregolare. Non c'è da preoccuparsi: è solo che la mia vita reale si è fatta più impegnativa e mi rende difficile trovare il tempo per entrare in-world. Ma non c'è da preoccuparsi per me. Anche se i problemi non mi mancano (mancano a qualcuno, forse?), godo di ottima salute e nel complesso so di potermi considerare ragionevolmente felice e fortunata.
Second Life, e soprattutto le persone che vi ho conosciuto, mi manca e, appena posso, torno ad entrare. La settimana scorsa ho rispolverato il manuale del Bane Operator per avviare al banishment Jeannie Krovac. Un altro giorno sono entrata per andare a visitare una bizzarra Chiesa della Apple di cui avevo sentito parlare su Twitter - e in qualche modo salutare anche io Steve Jobs, uno dei pochi multimiliardari che sia riuscito a farsi voler bene dalla maggior parte dei suoi clienti. Io uso Macintosh da quando ho cominciato a scrivere sul computer abbandonando la macchina da scrivere (sì, sono così vecchia!) quindi la morte di Jobs un po' mi ha colpita. E poi ho una carissima amica, più volte citata su queste pagine, che qualche tempo fa ha trovato lavoro proprio presso la Apple.
Quando entro in-world trovo quasi sempre qualche amico con cui parlare o giocare. Qui accanto, una foto di qualche settimana fa scattata quando ho rivisto dopo tanto tempo Selene (Clelia/Frine/Nemesis... eccetera: sapete bene quanti nomi abbia cambiato in questi anni...) e Franca. Queste due ragazze si vogliono bene in un modo forse possibile solo in un mondo virtuale e ogni tanto non so resistere alla tentazione di costringerle a starsi vicine fisicamente sotto il mio controllo. Ho imparato che per vivere Second Life con la massima intensità occorre dedicarvi un po' di tempo, perché l'illusione e la sospensione dell'incredulità facciano il loro effetto: ma essere parte, sia pure sporadicamente, delle complicatissime relazioni fra Franca e Selene mi permette a volte di riuscire a entrare nel gioco quasi all'istante, anche quando so che riuscirò a restare online solo per una manciata di minuti.
Ma sto, come al solito, divagando, quindi torno a concentrarmi sul motivo di questo post. Lontana da SL, compenso la mancanza seguendo ciò che se ne scrive e dice in giro. Sto leggendo un libro (abbastanza compiaciuto e non entusiasmante... ma magari ne riparliamo quando l'avrò finito) scritto come se fosse opera di un avatar che detesta il suo agente (quello che lui chiama picchiatasti), ma che ha l'ambizione di indagare quell'illusione di immortalità che, forse, cerchiamo nei metaversi. E, soprattutto, mi accingo a vedere un documentario di quasi un'ora e mezzo sui mondi virtuali.
Il titolo, molto bello, è Login 2 Life, una cosa tipo "connettersi alla vita". E il tema sembra essere soprattutto la possibilità che i mondi virtuali offrono a chi ha qualche difficoltà nel mondo reale. Ne ho parlato già altre volte: su Second Life ho conosciuto parecchie persone bloccate da qualche malattia o da qualche incidente. E sono da sempre convinta che, fino a quando non diventa un'ossessione che distrugge quell'attaccamento alla vita reale che fa parte della nostra natura, una certa misura di fuga nella fantasia sia non solo innocua ma, addirittura, necessaria.
Perché parlo di questo documentario prima di averlo visto? Perché da oggi, e per una sola settimana, sarà possibile vederlo in streaming sul sito di una TV tedesca che lo ha trasmesso in anteprima proprio ieri, e ci tengo a segnalarlo a chi continua a frequentare queste pagine. Il film è in inglese con sottotitoli in tedesco, ma qualcuno di voi forse sarà in grado di vederlo e apprezzarlo. E poi, magari, e chissà quando, ne riparliamo, ok? Fino ad allora, cercate di stare bene. Io farò lo stesso.
Il link per vedere il film: Login 2 Life
09:32 Scritto da winthorpe in Riflessioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
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