17/12/2011

La fine di Winsconsin

Una notizia da dare con un po' di malinconia. Ma soprattutto con la consapevolezza che, come dicono in Argentina, "nadie te puede quitar lo bailado"

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Ho voluto che la notizia fosse chiara fin dal titolo: Winsconsin sta per chiudere. A oltre due anni dal giorno in cui Lella l'ha acquistata dandole il mio nome, l'isola è stata messa in vendita al miglior offerente. Tutto quello che vi è stato costruito, incluso il WCF, verrà restituito ai legittimi proprietari.

La scelta è dolorosa ma inevitabile. Per Lella, che fin dal primo giorno è stata la nostra mecenate, il peso economico per il mantenimento di un'intera sim è ormai troppo oneroso - nonostante il contributo di chi ha preso in affitto alcune zone per metterci la propria casa. 295 dollari USA al mese solo di tasse (in aggiunta al costo originario di acquisto della sim, che ammontava a ben 1000 dollari) sono divenuti un peso eccessivo, anche considerando che negli ultimi mesi, per motivi che non ha senso qui stare ad enumerare, il tempo che ciascuna di noi (io per prima) ha passato a Winsconsin si è sensibilmente ridotto. Da qui la decisione, che ha il mio pieno appoggio. (Anzi: se qualcuno che ci legge sta cercando un'isola, che non esiti a farsi vivo subito!)

Andromeda SawsonLa Fontaine mi ha insegnato tanti anni fa che poche cose sono più tristi di sentire qualcuno dire "l'uva è acerba" solo perché in realtà non riesce a prenderla. Direi quindi una bugia se affermassi che la notizia mi lascia indifferente: naturalmente la chiusura di Winsconsin provoca in me, e nella maggior parte delle persone che ci ha passato del tempo piacevole, una certa malinconia. Ma per me un'altra maestra di vita è stata Pollyanna, la piccola protagonista di un romanzo pubblicato nel 1913 da Eleanor H. Porter, e forse è da lei che ho imparato come in ogni brutta notizia si debba sempre cercare l'elemento positivo

scontridauto_001.jpgWinsconsin è stato un luogo magico, un punto di aggregazione, una casa... ed è stato anche il quartier generale del Green Zone e, quindi, della nostra guerra vittoriosa contro il Red Zone. E poi è stato luogo di invenzione, di follie, di sperimentazioni. Ma è stato anche, forse inevitabilmente, fonte di preoccupazioni, di fatica e di stress. Gestire una prigione come il WCF non è mai stato una passeggiata: prima per mettere a punto i sistemi di sicurezza e le regole, poi per la scelta e la gestione dello staff, infine per la gestione quotidiana. Un lavoro che era per tutte noi soprattutto un gioco ma che era affrontato con un certo senso di responsabilità quasi da servizio pubblico. Col rischio frequente di dover scegliere fra la nostra vita privata e quella pubblica di owners, privilegiando spesso la seconda.

Andromeda SawsonNegli ultimi mesi, la fatica quotidiana della gestione e dello sviluppo del WCF è toccata in larga misura alle Warden e a un pugno ormai ristrettissimo di guardie - e anche loro, di recente, hanno dovuto progressivamente diradare l'impegno. È giunto il momento di riconoscere che l'esperienza ha fatto il suo tempo e chiudere, prima che la desertificazione rischi di cancellare i ricordi entusiasmanti che associamo a questo luogo. Il bello di Second Life è anche che il meraviglioso ecomostro che abbiamo eretto sulla nostra bella isola potrà essere smantellato senza gravi conseguenze per l'ambiente. E il WCF potrà restare, nei ricordi nostri e di chi lo ha frequentato, come un luogo del cuore preservato per sempre dal declino e dal cambiamento. Un proverbio argentino che credo di aver già citato su queste pagine recita: "nadie te puede quitar lo bailado". Nessuno può più toglierti quello che hai ballato.

angellBallinger.jpgMi scriveva Pene Seetan proprio ieri, quando ho scritto a lei e Anastasia per dar loro la notizia, che each end is a new beginning. Sono d'accordo, naturalmente: soprattutto perché siamo noi stessi la nostra casa e ce la porteremo dietro ovunque andremo. Non è escluso che il WCF ricompaia un giorno, magari su Open Sim o da qualche altra parte, o magari in forma ridotta. Ma se non succedesse, e fino a quando non dovesse succedere, ciascuna di noi continuerà a vivere la sua seconda vita con divertimento, partecipazione e, magari, con un po' più di abbandono e meno peso sulle ali. 


AGGIUNTA LUNEDI 19 DICEMBRE: A parziale correzione di quello che ho scritto sopra, riporto qui un messaggio ricevuto da Lella (e anticipato da una nota mandatami da Nightwish su Google+: 

Buona sera,
Volevo ringraziare la Signora per il post sul blog, e volevo aggiungere una cosa:
il W.C.F. non scompare e grazie a Night ed Ewyn verrà ricostruito su mainland.
Un abbraccio
Lella

Insomma, il WCF resta attivo, anche se ridimensionato e trasferito! Ne riparliamo presto ma, nel frattempo, ricordate che l'isola di Winsconsin è tuttora in vendita!

18/10/2011

[Per chi sa l'inglese] Un documentario da vedere

Solo una veloce segnalazione per avvertire che, per tutta questa settimana, è possibile vedere in streaming un documentario che si promette molto interessante. Su di noi.

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Qualcuno di voi lo sa: negli ultimi mesi la mia presenza su Second Life continua ad essere rara e irregolare. Non c'è da preoccuparsi: è solo che la mia vita reale si è fatta più impegnativa e mi rende difficile trovare il tempo per entrare in-world. Ma non c'è da preoccuparsi per me. Anche se i problemi non mi mancano (mancano a qualcuno, forse?), godo di ottima salute e nel complesso so di potermi considerare ragionevolmente felice e fortunata.

Steve_001.jpgSecond Life, e soprattutto le persone che vi ho conosciuto, mi manca e, appena posso, torno ad entrare. La settimana scorsa ho rispolverato il manuale del Bane Operator per avviare al banishment Jeannie Krovac. Un altro giorno sono entrata per andare a visitare una bizzarra Chiesa della Apple di cui avevo sentito parlare su Twitter - e in qualche modo salutare anche io Steve Jobs, uno dei pochi multimiliardari che sia riuscito a farsi voler bene dalla maggior parte dei suoi clienti. Io uso Macintosh da quando ho cominciato a scrivere sul computer abbandonando la macchina da scrivere (sì, sono così vecchia!) quindi la morte di Jobs un po' mi ha colpita. E poi ho una carissima amica, più volte citata su queste pagine, che qualche tempo fa ha trovato lavoro proprio presso la Apple.

Selene Wideshining, Franca PoperQuando entro in-world trovo quasi sempre qualche amico con cui parlare o giocare. Qui accanto, una foto di qualche settimana fa scattata quando ho rivisto dopo tanto tempo Selene (Clelia/Frine/Nemesis... eccetera: sapete bene quanti nomi abbia cambiato in questi anni...) e Franca. Queste due ragazze si vogliono bene in un modo forse possibile solo in un mondo virtuale e ogni tanto non so resistere alla tentazione di costringerle a starsi vicine fisicamente sotto il mio controllo. Ho imparato che per vivere Second Life con la massima intensità occorre dedicarvi un po' di tempo, perché l'illusione e la sospensione dell'incredulità facciano il loro effetto: ma essere parte, sia pure sporadicamente, delle complicatissime relazioni fra Franca e Selene mi permette a volte di riuscire a entrare nel gioco quasi all'istante, anche quando so che riuscirò a restare online solo per una manciata di minuti.

miserie.jpgMa sto, come al solito, divagando, quindi torno a concentrarmi sul motivo di questo post. Lontana da SL, compenso la mancanza seguendo ciò che se ne scrive e dice in giro. Sto leggendo un libro (abbastanza compiaciuto e non entusiasmante... ma magari ne riparliamo quando l'avrò finito) scritto come se fosse opera di un avatar che detesta il suo agente (quello che lui chiama picchiatasti), ma che ha l'ambizione di indagare quell'illusione di immortalità che, forse, cerchiamo nei metaversi. E, soprattutto, mi accingo a vedere un documentario di quasi un'ora e mezzo sui mondi virtuali.

Il titolo, molto bello, è Login 2 Life, una cosa tipo "connettersi alla vita". E il tema sembra essere soprattutto la possibilità che i mondi virtuali offrono a chi ha qualche difficoltà nel mondo reale. Ne ho parlato già altre volte: su Second Life ho conosciuto parecchie persone bloccate da qualche malattia o da qualche incidente. E sono da sempre convinta che, fino a quando non diventa un'ossessione che distrugge quell'attaccamento alla vita reale che fa parte della nostra natura, una certa misura di fuga nella fantasia sia non solo innocua ma, addirittura, necessaria. 

Perché parlo di questo documentario prima di averlo visto? Perché da oggi, e per una sola settimana, sarà possibile vederlo in streaming sul sito di una TV tedesca che lo ha trasmesso in anteprima proprio ieri, e ci tengo a segnalarlo a chi continua a frequentare queste pagine. Il film è in inglese con sottotitoli in tedesco, ma qualcuno di voi forse sarà in grado di vederlo e apprezzarlo. E poi, magari, e chissà quando, ne riparliamo, ok? Fino ad allora, cercate di stare bene. Io farò lo stesso.

Il link per vedere il film: Login 2 Life

22/07/2011

[Marine Kelley] Il RLV è aperto a tutti

Ho appreso stamattina, mediante Twitter, che Marine Kelley ha deciso di collaborare con Firestorm, il più diffuso fra i client SL di terze parti (e, per combinazione, quello che uso in questo periodo). Non ne so valutare tutte le implicazioni ma poiché queste pagine sono ormai uno dei riferimenti principali per gli utilizzatori italiani del RLV, spero di fare cosa gradita traducendo al volo il suo post. Come sa chi mi segue, ho per Marine un'ammirazione senza limiti e una enorme gratitudine per quello che fatto rendendo molto più intensa l'esperienza del bondage nei mondi virtuali. Tradurre il suo post per il nostro paese è per me un modo di rendere omaggio al suo lavoro e di augurarle buon lavoro in questa nuova avventura. Come illustrazioni per questo post, utilizzo qualche foto scattata appena due giorni fa, durante una breve avventura in cui mi sono presa cura per qualche ora di una cara amica un po' allo sbando - con la collaborazione proprio di Marine e di sua moglie Ollalla Sugarbeet. Grazie a entrambe anche per il vostro sostegno in quell'occasione.

Selene Poper

Salve,

sul lato RLV della vita stanno per cambiare cose molto grosse. Fin dal principio ho voluto mantenere un controllo stretto su di esso (quante volte ho sentito dire "troppo stretto"!). Per qualcuno è stato doloroso e frustrante ma era necessario perché il progetto avesse successo.

Questo, prima di tutto, perché quando tutto è cominciato, alla fine del 2007, i viewer di terze parti erano ancora quacosa di nuovo su SL e gli utenti avevano bisogno di essere rassicurati circa l'affidabilità di chi realizzava e si occupava di tenere aggiornati questi viewer. Non potevamo permettere che, nascosta sotto qualche funzione simpatica, ce ne fosse una per rubare le password. Volevo rendere più intensa l'esperienza per la comunità fetish e quindi avevo bisogno di creare il mio viewer personale, ma avevo bisogno anche che fosse accettato dalla suddetta comunità. Ci ho messo quindi il mio nome, perché all'epoca ero già famosa. È stata una mossa di successo: rapidamente, il Restrained Love Viewer, o "RLV", è nato ed è stato adottato. Notate che, all'epoca, si chiamava ancora Restrained Life Viewer. Il nome è cambiato solo molto tempo dopo.

Ollalla Sugarbeet, Marine Kelley, Selene WideshiningNel corso degli anni, molti suggerimenti sono arrivati e sono stati discussi (per lo più in privato), sono state aggiunte molte funzioni, ma sempre con la sottoscritta che manteneva il controllo sul progetto. Sia perché ero io che lo sviluppavo, sia perché avevo bisogno di essere sicura che restasse coerente, sicuro e compatibile con le versioni precedenti.

Ecco perché il RLV è una sorta di UFO nel mondo dei viewer di terze parti. Là dove altri viewer puntano a offrire all'utente maggiori poteri, il RLV mira a dare più potere agli script. In genere, a script commerciali. In altre parole, il RLV è una piattaforma, un middleware fra l'utente e gli script inclusi negli oggetti che questi utilizzano quotidianamente. Costruire una piattaforma del genere assicurandosi la fiducia sia da parte degli utenti che dei creatori di contenuti è stata una sfida. Nessuno è disposto a rischiare con leggerezza il proprio business puntando su una nuova tecnologia senza sapere se è destinata a restare. Ma è stata una sfida che ho affrontato e vinto. Il RLV è un successo.

Ormai, il RLV è maturo. È stato adottato in massa da utenti e creatori di contenuti, anche al di fuori della comunità fetish. La sua ampia diffusione produce una quantità di feedback, suggerimenti e segnalazioni di bug, che devo gestire io stessa nel mio tempo libero. E più aumentano i feedback, più aumentano le funzioni, e più aumentano le funzioni più devo lavorare.

Inoltre, ho pensato in passato l'idea di portare alla Linden Lab l'idea di integrare una versione ridotta del RLV nel loro viewer originale. Ad esempio, i settaggi Windlight condivisi, le cartelle condivise e via dicendo. Cose che non hanno a che fare con le nostre monellerie ma che possono essere molto utili a un ampio spettro di utenti. Esistono ad esempio bot che usano il RLV per consentire ai clienti di vedere una dimostrazione di completi che stanno pensando di comprare. Alcune  sim specializzate in giochi di combattimento usano alcuni comandi RLV per garantire che gli scontri si svolgano secondo le regole. Alcuni portatori di handicap possono farsi aiutare da altri quando si tratta di muoversi, teleportarsi, indossare Huddiecompleti eccetera, il tutto grazie al loro RLV. Ci sono dozzine di esempi come questo. [Nota di Win: ne aggiungo uno anche io. Lo Huddie, una invenzione della mia Anna Howlett e di Pene Seetan, un prezioso oggettino che consente di gestire, tramite un solo interfaccia, i tantissimi HUD che ormai tante di noi utilizzano costantemente. Lo trovate in vendita su Marketplace oppure anche in-world]. Ma l'integrazione del RLV nel viewer SL non è mai stata presa in considerazione dalla LL (hanno già fin troppa carne al fuoco), per cui la mia implementazione del RLV è rimasta un po' una cosa da outsider. Le specifiche del sistema, comunque, sono state adottate in modo esponenziale grazie a un altro viewer che conquistava sempre più utenti: Firestorm. Siamo arrivati ormai al punto che metà di SL lo utilizza (e il numero aumenta costantemente). E allora, invece di occuparmi di mantenere il RLV per la LL, perché non farlo per Firestorm?

Ora che le specifiche del RLV sono mature (nel senso di "stabili e usabili", non "complete"), c'è meno pressione verso l'aggiunta di nuove funzioni. Rispetto al 2007, quando aggiungo qualcosa di nuovo c'è più codice da scrivere, più test da fare e in generale più lavoro. E ci sono richieste sempre più pressanti da parte di altri perché le specifiche vengano aperte: in altre parole, perché venga dato più potere alla discussione invece di lasciare che io sia un "collo di bottiglia" nel procedimento. Io voglio essere parte della soluzione, non parte del problema.

Qualcuno di voi potrebbe essere a conoscenza del fatto che mesi fa è stato fatto uno sforzo per creare un gruppo apposito, un think tank per discutere le direzioni verso cui il RLV deve indirizzarsi. Il RLV appartiene alla comunità e non a me. Dopo tutto è il mio dono alla comunità, io ne sono la custode, ma non la padrona. Il mio ruolo è di assicurare che qualsiasi nuova funzione non guasti quelle vecchie, nè possa danneggiare contenuti che esistono su SL. Il RLV è una piattaforma che favorisce gli affari ed è fondamentale che i creatori di contenuti sappiano che la piattaforma che hanno scelto non tornerà in futuro a mordergli il didietro mettendo a rischio il loro business.

Ollalla Sugarbeet, Marine Kelley, Selene WideshiningAd ogni modo, il gruppo di cui parlo è decisamente centrato su Firestorm. I conti sono presto fatti: la base utenti di Firestorm è molte volte superiore a quella di qualsiasi altro viewer di terze parti, per cui qualsiasi funzione da loro introdotta diventa de facto uno standard non appena rilasciata. E quel gruppo sta facendo pressioni forti per aggiungere nuove funzioni alla parte RLV di Firestorm.

Quindi, dopo averci riflettuto a lungo, ho deciso che sarebbe stato un bene per tutti, soprattutto i creatori di contenuti, portare le specifiche a un nuovo livello di pubblico e di reattività.

Ecco perché mi sono unita al team di Firestorm, come una dei due sviluppatori RLV. L'altra è Kitty Barnett (la cui propria implementazione si chiama RLVa, ossia "alternativa", e fin qui è servita come area di prova per le nuove funzioni, prima di discutere con me come integrarle). Naturalmente sarò parte anche del gruppo che dicevo prima, perché sono la persona più qualificata per determinare se questo o quel cambiamento può portare benefici al sistema, sono quella che conosce meglio le trappole da evitare, nonché l'autrice originale del sistema e della prima implementazione.

E allora, in pratica, che cosa succede?

Continuerò a sviluppare e mantenere il mio RLV personale a parte, come ho sempre fatto. Ha molte funzioni che sono solo sue e non voglio perderle. Inoltre, altri viewer di terze parti usano il mio codice direttamente e non voglio abbandonarli. Voglio anche poter continuare a sperimentare nuove funzioni (cosa che ho sempre fatto col mio RLV), quindi in questo senso non cambierà nulla. Tuttavia le implementazioni mia e di Kitty delle specifiche RLV dovranno essere fuse in una sola, e questo non sarà facile. C'è una possibilità che io abbandoni completamente il mio codice e usi solo il suo, visto che è già dentro Firestorm... vedremo. Il mio codice è più vecchio ed è cresciuto assieme alle specifiche, mentre il suo è più recente ed è stato fatto quando le specifiche erano già mature. E sono codici molto diversi, il mio è abbastanza semplice e "al punto", mentre il suo è completamente object-oriented e quindi modulare. Ma è anche molto più complesso.

Ollalla Sugarbeet, Marine Kelley, Selene WideshiningCome nota a margine, fin qui Kitty non ha avuto il più piacevole dei ruoli. Una diversa implementazione implica bug diversi, con utenti che le strepitavano contro perché "funziona nel mio viewer e non funziona nel suo". E lei era sempre costretta ad aspettare che fossi io ad aggiungere nuove funzioni alle specifiche. Per lei non era una situazione sana. Adesso lavoreremo insieme invece di fare la stessa cosa in modi diversi, ognuna per la sua strada.

Ancora: nell'entrare nel gruppo io porto con me le mie regole. Le specifiche del RLV hanno tre regole d'oro che fin qui ho sempre seguito alla lettera:

1. Separazione: Un RLV non deve fare quello che può fare uno script. Altrimenti cesserebbe di essere una piattaforma e diventerebbe un concorrente proprio a quei progetti che deve sostenere.

2. Compatibilità: Un RLV non deve guastare i contenuti. Ciò significa che dobbiamo presupporre che qualsiasi comando esistente sia già di uso comune su SL, e che cambiarlo farà arrabbiare un sacco di gente. Analogamente, un nuovo comando non dovrà mai contraddirne uno esistente.

3. Sicurezza: Un RLV non dovrà mai mettere a rischio i beni dell'utente (si tratti di elementi dell'inventario, oggetti in-world, denaro o informazioni personali).

Queste regole sono il motivo del suo successo. Continuerò a seguirle nella valutazione di nuove funzioni, e voterò sistematicamente contro cambiamenti che dovessero violare una di queste regole. Sono il motivo per cui finora ho fatto tutto da sola. Ho fiducia nei membri del gruppo e ritengo che siano sufficientemente adulti e responsabili per capirne il valore e sottoscriverle. Se così non fosse, non avrei più nulla a che fare con quel gruppo.

Selene WideshiningPer come la vedo io, il gruppo è come un cuscinetto fra i suggerimenti della comunità e l'inclusione di alcuni di essi nelle future versioni delle specifiche. Noi (me inclusa) discuteremo insieme nuove funzioni interessanti da aggiungere alle specifiche e decideremo mediante voto se includerle davvero o meno. Ma nè io nè Kitty diventeremo le loro schiave scrittrici di codice. Non c'è una gerarchia. Siamo tutti allo stesso livello, non c'è un leader (anche se è vero che il peso di scrivere il codice ricadrà sulle nostre spalle). Peraltro non tutti i membri del gruppo sono coinvolti in Firestorm - è un gruppo di creatori di contenuti - e naturalmente non tutta Firestorm farà parte di questo gruppo. Per concludere, il gruppo è aperto a adesioni: non dovrà mai essere visto come una specie di "gruppo elite RLV", cosa che sarebbe decisamente anti-community. L'ultima cosa che voglio è di vedere il RLV utilizzato come arma da pochi selezionati creatori di contenuti contro tutti gli altri, e sono qui per assicurare che non accada.

Ma voglio mettere in chiaro che non sono disposta a tollerare scontri di ego. Vengo qui per fare le cose. Le piccolezze della politica sono per gente meschina. L'ultimo (e il solo) incontro che ho avuto con questo gruppo alcuni mesi fa non è stato esattamente piacevole. Sono stata travolta e subissata di pretese da tutti i lati. Se succede ancora, non resterò.

Analogamente, non sto venendo "assimilata" (bleah). Non sto sposando Firestorm, nè intendo mollare tutto quel che stavo facendo. Il modo in cui aderisco non sarà forse l'ideale per me (chi conosce la storia dietro le quinte capisce perché), ma è la più logica. È fondamentale che il RLV resti sotto il controllo di persone responsabili, fra cui l'autrice originale (io), ma una sola persona non può reggere il carico di tutti i suggerimenti che arrivano dagli utenti Firestorm. È troppo.

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi.

Marine

 

L'articolo originale di Marine si trova qui